Ripartenza del turismo israeliano: 126 voli, investimenti e nuovi percorsi

Avital Kotzer Perry torna a guidare l'Ufficio Nazionale Israeliano del Turismo mentre il Ministero lancia un pacchetto da 142,6 milioni per aumentare la capacità ricettiva e riattivare i collegamenti con l'Italia.

Il rapporto tra Israele e il mercato italiano entra in una nuova fase che mischia continuità istituzionale e misure concrete per la ripresa. Al centro del riassetto c’è il ritorno di Avital Kotzer Perry alla direzione dell’Ufficio Nazionale Israeliano del Turismo dopo il periodo guidato da Kalanit Goren ora a capo dell’Hosting department del Ministero del Turismo a Gerusalemme.

La transizione è presentata come un passaggio fluido mirato a ricostruire i flussi turistici internazionali e a rinsaldare i rapporti con l’Italia.

Accanto al cambio di leadership, il piano annunciato combina un robusto aumento della connettività e significativi interventi sul versante delle infrastrutture ricettive. Gli annunci ufficiali includono dati numerici e proposte di prodotto pensate per intercettare sia il turismo di massa sia la domanda di esperienze lente e di nicchia.

Nuova guida e messaggi ai professionisti del settore

Il passaggio di consegne è stato caratterizzato da parole di gratitudine e da promesse di collaborazione. Kalanit Goren ha ricordato i sei anni trascorsi al fianco degli operatori italiani, dicendo chiaramente: «Non vi dico addio.». Ha inoltre assicurato che le porte del suo ufficio a Gerusalemme rimarranno aperte per gli interlocutori italiani, sottolineando la volontà di proseguire il rapporto istituzionale in una diversa veste.

Per Avital Kotzer Perry il ritorno è descritto come un ritorno a casa e come la continuazione di relazioni già consolidate con il mercato italiano. La neo direttrice ha dichiarato: «La mia porta a Milano sarà sempre aperta.», e ha ribadito l’intenzione di mantenere un contatto diretto con il trade italiano, viaggiando sul territorio per ascoltare esigenze e sviluppare nuove iniziative condivise.

Dimensione operativa: connettività aerea e investimenti strutturali

La strategia di rilancio punta innanzitutto a riaprire i canali di viaggio. Per l’estate sono programmati 126 voli diretti in partenza da dieci aeroporti italiani operati da vettori israeliani, compagnie internazionali e Ita Airways. Questa ripresa della connettività è pensata come prerequisito per la ripartenza del flusso turistico e per rendere più agevoli i collegamenti tra i due paesi.

Parallelamente, il Ministero del Turismo ha messo in campo un piano d’investimenti da 142,6 milioni destinato a incrementare la capacità ricettiva e a potenziare le infrastrutture turistiche. Il programma prevede la realizzazione di 2.050 nuove camere d’albergo e interventi di riqualificazione per migliorare le strutture esistenti, con un’attenzione specifica alle aree che beneficiano maggiormente dell’arrivo di visitatori internazionali.

Sviluppo di Eilat e sostegno alla filiera

Particolare enfasi nelle dichiarazioni ufficiali è stata posta su Eilat destinata a ricevere ulteriori risorse per la creazione di nuovi prodotti turistici, la costruzione di un centro congressi e misure volte a rafforzare l’economia locale. Allo stesso tempo, la linea di intervento prevede un sostegno diretto agli operatori: «Stiamo lavorando per rafforzare il trade in Israele», ha affermato la nuova direttrice, evidenziando l’obiettivo di ricostruire rapporti con tour operator esistenti e nuovi interlocutori attraverso accordi e iniziative del Ministero.

Prodotti turistici e nuove destinazioni

Tra le novità di prodotto pensate per diversificare l’offerta ci sono percorsi culturali e cammini che privilegiano il turismo lento. Viene proposto il tracciato che unisce la Piscina di Siloe alla città di Gerusalemme presentato come un percorso archeologico per i pellegrini e gli appassionati di storia. Allo stesso tempo è stato lanciato The Way to Jerusalem un cammino di 105 chilometri che collega Giaffa a Gerusalemme pensato per intercettare la domanda di esperienze su più giorni.

Un altro fronte di valorizzazione riguarda l’enoturismo il Negev viene promosso come nuova area vitivinicola internazionale, con progetti di territorio volti a mettere in luce le produzioni locali e a creare itinerari esperienziali per visitatori interessati alla cultura del vino.

Nel complesso, la strategia annunciata combina misure concrete di infrastruttura e collegamenti con iniziative di prodotto volte a diversificare l’offerta. Il filo conduttore rimane il rafforzamento del canale Italia-Israele, perseguito attraverso il dialogo diretto con gli operatori e investimenti mirati che guardano sia alle destination consolidate sia a nuove realtà territoriali.

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