Scopri le piscine naturali di Bau Mela in Sardegna: un paradiso nascosto

Lasciati incantare dalle piscine naturali di Bau Mela, un gioiello nascosto nella Sardegna centro-orientale. Tra cascate, granito levigato e storia nuragica, un'esperienza unica da vivere.

La Sardegna è famosa per le sue spiagge paradisiache e il mare cristallino, ma l’isola nasconde anche angoli selvaggi e incontaminati che lasciano senza fiato. Tra questi, le Piscine Naturali di Bau Mela situate nel territorio di Villagrande Strisaili ai margini della Barbagia e dell’Ogliastra.

Questo luogo incantevole è scolpito dagli agenti atmosferici lungo i millenni, offrendo un’esperienza unica per chi cerca la natura incontaminata. Le piscine naturali di Bau Mela sono formate dal Rio Baccu Silacaccero che scorre tra querce e ginepri secolari, creando vasche tondeggianti, marmitte e piccoli salti d’acqua.

Le piscine naturali di Bau Mela: un’opera d’arte della natura

Le piscine naturali di Bau Mela sono un vero e proprio spettacolo della natura. Il granito levigato dalla corrente per tempi lunghissimi, presenta vasche tondeggianti, marmitte e piccoli salti d’acqua. La prima cascata è la più imponente e alimenta la piscina principale, mentre poco più avanti una seconda caduta si articola in vasche più piccole, raggiungibili attraverso il percorso presso il torrente.

Le piscine naturali di Bau Mela sono un luogo ideale per chi ama il contatto con la natura. Tuttavia, è importante prestare attenzione alla temperatura dell’acqua, che può risultare decisamente fresca, soprattutto dopo periodi piovosi. La vegetazione circostante contribuisce a dare al posto un carattere quasi primordiale, rendendo l’esperienza ancora più suggestiva.

Origine e formazione delle piscine naturali di Bau Mela

Il protagonista assoluto di questo tesoro di Sardegna è il granito, una roccia resistente che la corrente ha progressivamente levigato e inciso. Il Rio Baccu Silacaccero scorre su di esso e, lungo il suo corso, l’erosione fluviale ha prodotto cavità, vasche e marmitte naturali. La conformazione a due livelli delle cascate rende particolarmente leggibile questo processo.

La caduta superiore concentra l’acqua nella vasca più grande, mentre il salto successivo distribuisce la corrente in una sequenza di piscine minori. Piogge abbondanti e variazioni stagionali possono modificare la portata del torrente e,

La storia e l’archeologia dell’Ogliastra

La presenza umana in questa parte dell’Ogliastra affonda radici molto antiche. A poca distanza si trovano infatti importanti testimonianze della civiltà nuragica, fra templi, villaggi e tombe monumentali. Il complesso di S’Arcu ‘e Is Forros comprende templi a megaron e un nuraghe trilobato, mentre Genna Troculu conserva un villaggio nuragico e una Tomba di Giganti. Sa Carcaredda aggiunge un altro tassello archeologico a un territorio abitato e frequentato già nella preistoria.

Chi preferisce aggiungere una dimensione archeologica può raggiungere S’Arcu ‘e Is Forros e Sa Carcaredda, trasformando una visita naturalistica in un itinerario fra acqua, granito e civiltà nuragica. La combinazione è uno dei tratti più interessanti dell’alta Ogliastra, perché in pochi chilometri mette insieme ambiente montano, ingegneria idraulica e archeologia.

Come raggiungere le piscine naturali di Bau Mela

Le Piscine Naturali di Bau Mela si trovano nel territorio comunale di Villagrande Strisaili, nell’alta Ogliastra della Sardegna centro-orientale. Il punto di riferimento stradale è la vecchia SS389 Lanusei-Nuoro, lungo il tratto situato a circa 10 chilometri da Villanova Strisaili, presso la diga di Bau Mela.

Arrivati nell’area della vecchia diga, la strada lascia spazio alla vegetazione e la presenza dell’acqua diventa sempre più evidente. Il percorso verso le piscine parte nei pressi della Colonia Montana di Bau Mela e segue il corso del torrente. Un’altra possibilità consiste nel raggiungere la zona della diga e proseguire a piedi verso le cascate.

La diga aggiunge un elemento curioso alla visita: lo sbarramento di Bau Mela appartiene al sistema idrico dell’Alto Flumendosa, insieme alle dighe di Bau Mandara e Bau Muggeris. Il bacino associato allo sbarramento interessa circa 92 chilometri quadrati e la capacità d’invaso è di più o meno 100.000 metri cubi. Accanto all’ambiente selvaggio compare quindi una grande infrastruttura legata alla gestione delle risorse idriche della Sardegna montana.

Il parcheggio presso la diga ha spazio limitato e nei periodi di maggiore affluenza può risultare affollato. Meglio quindi evitare le ore centrali delle giornate estive, soprattutto se l’obiettivo è vivere il torrente con maggiore tranquillità.

Scritto da Camilla Bellini

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