Una complessa indagine coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Lucca ha portato, l’11 giugno 2026, alla scoperta e allo smantellamento di una stamperia clandestina allestita in un’abitazione di Altopascio località Fabbri. L’operazione è stata eseguita dal Nucleo Operativo Antifalsificazione Monetaria di Roma con il supporto della Compagnia Carabinieri di Lucca e ha coinvolto perquisizioni personali, domiciliari e informatiche per ricostruire l’attività criminale.
Luogo dell’operazione e soggetto coinvolto
L’intervento ha riguardato un uomo di 33 anni, di nazionalità colombiana ma residente stabilmente ad Altopascio, che è stato deferito all’autorità giudiziaria. Gli accertamenti, avviati nel mese di febbraio 2026, hanno dimostrato che l’abitazione dell’indagato era stata trasformata in una stamperia digitale dotata di apparecchiature professionali per la riproduzione grafica e la stampa di banconote.
Durante la perquisizione sono stati sequestrati computer, stampanti e strumenti per il perfezionamento delle falsificazioni insieme a un quantitativo di valuta contraffatta.
Modalità di produzione, vendita e stima del traffico
Secondo gli investigatori, la produzione riguardava banconote in tagli da 10, 20 e 50 euro. La vendita avveniva direttamente online tramite il social network Telegram dove l’indagato operava con il nickname @sanguetoro.
Le transazioni erano regolate in criptovaluta e le spedizioni venivano affidate a corrieri privati, spesso camuffate con mittenti e destinatari fittizi. Il prezzo praticato era molto inferiore al valore nominale: le banconote venivano offerte intorno al 12% del loro valore.
Valore complessivo e diffusione internazionale
Le stime degli inquirenti quantificano la valuta resa disponibile dal circuito in circa 35.000 euro nominali.
Le banconote contraffatte sono risultate diffuse non solo in diverse località italiane, ma anche in più Paesi europei tra cui Portogallo, Spagna, Francia, Belgio, Germania, Lituania, Austria e Malta. Nella misura del danno è incluso il materiale sequestrato nel corso delle attività investigative.
Sequestro e elementi probatori raccolti
La perquisizione ha portato al sequestro di circa 10.000 euro in banconote false, distribuite nei tagli rinvenuti, nonché dell’intera strumentazione utilizzata per la falsificazione. Le apparecchiature comprendevano attrezzature informatiche e macchine da stampa in grado di riprodurre dettagli grafici sofisticati, elementi che hanno consentito agli investigatori di classificare la struttura come una stamperia digitale professionale.
Rotte postali e recapiti accertati
Nel corso delle indagini sono state documentate numerose spedizioni postali contenenti denaro falso, organizzate tramite società di spedizioni private e con documentazione di trasporto volutamente falsa. Tra le destinazioni italiane identificate figurano Roma, Forino (AV), Montebelluna (TV) e Palma di Montechiaro (AG) a indicare un’organizzazione che copriva diverse regioni oltre ai canali internazionali già menzionati.
L’operazione ha Le autorità competenti proseguono gli accertamenti per individuare eventuali complici e ricostruire l’intera rete di approvvigionamento, vendita e smistamento delle spedizioni.