Il programma di inchiesta Report condotto da Sigfrido Ranucci su Rai3 è al centro di una nuova polemica riguardante gli stipendi dei suoi collaboratori e i costi di produzione. Le rivelazioni hanno scatenato reazioni a catena tra i giornalisti, la direzione della Rai e la politica.
La vicenda è iniziata con la pubblicazione di un documento interno che dettaglia i compensi dei giornalisti e degli autori del programma. Le cifre, che includono anche le spese di produzione, sono state interpretate in modi diversi, generando un acceso dibattito.
Le dichiarazioni degli inviati di Report
Gli inviati del programma hanno reagito con fermezza, annunciando una querela contro il quotidiano che ha pubblicato le cifre.
In una nota ufficiale, hanno precisato che le somme indicate non corrispondono agli stipendi individuali, ma includono tutte le spese sostenute per la realizzazione dei servizi, come trasferte, montaggio e altre spese vive.
“Le somme pagate per i servizi giornalistici vanno solo in parte a coprire i compensi dei giornalisti”, si legge nel comunicato.
“Una gran parte serve a coprire le spese già sostenute dagli inviati. Grazie a questo modello produttivo, Report è la trasmissione di approfondimento giornalistico meno costosa della prima serata Rai, con circa 150mila euro a puntata.”
Il modello produttivo di Report
Gli inviati hanno spiegato che la maggior parte di loro ha contratti di lavoro autonomo a partita Iva e che autoproducono i propri servizi, sostenendo di tasca propria i costi di produzione.
Questo modello, secondo loro, permette di mantenere bassi i costi complessivi del programma.
“Se qualcuno intende occuparsi davvero di compensi faraonici in Rai, deve indirizzare l’attenzione ad altri giornalisti, graditi alla politica, che negli ultimi anni sono stati messi alla guida di trasmissioni rivelatesi fallimentari”, hanno aggiunto gli inviati, annunciando querela contro il quotidiano e tutte le testate che riprenderanno le informazioni false.
Le reazioni della politica
La polemica ha coinvolto anche la politica, con il deputato di Fratelli d’ItaliaFrancesco Filini che ha chiesto chiarezza sui costi del programma. “I dati emersi svelano una realtà sconcertante sui costi reali di Report”, ha dichiarato Filini, sottolineando che i compensi dei collaboratori sono lievitati in modo vertiginoso negli ultimi anni.
“È inaccettabile che chi si erge quotidianamente a paladino della morale e censore dei costumi altrui pesi in maniera così spropositata sul bilancio della Rai”, ha aggiunto Filini, annunciando un’interrogazione in Commissione di Vigilanza per chiedere conto di questa situazione.
La risposta della Rai
Anche il consigliere di amministrazione della Rai, Roberto Natale ha espresso preoccupazione per la fuga di dati riservati. “I dati sui compensi dei collaboratori di Report pubblicati oggi sono di straordinaria gravità”, ha dichiarato Natale, chiedendo un intervento immediato e rigoroso per fare chiarezza sulla vicenda.
“Dall’inizio del mandato abbiamo ripetutamente chiesto di poter accedere ai compensi dei collaboratori Rai, ma ci è stato sempre opposto un presunto dovere aziendale di riservatezza”, ha aggiunto Natale, sottolineando l’importanza della trasparenza in un’azienda pubblica come la Rai.
Le dichiarazioni di Sigfrido Ranucci
Sigfrido Ranucci, conduttore del programma, ha reagito con un post sui social, definendo “grave” la diffusione di un documento interno strategico per l’azienda. “Presenteremo denuncia anche al Comitato etico su chi in Rai abbia fornito al quotidiano tale documentazione sensibile”, ha scritto Ranucci.
La polemica continua a infuriare, con diverse posizioni in campo. Mentre gli inviati difendono il loro modello di lavoro e chiedono rispetto per il loro operato, la politica chiede trasparenza e la direzione della Rai cerca di fare chiarezza sulla vicenda.
