Il tempo sembra essersi fermato sull’isola d’Ischia ogni 21 agosto alle 20:57. Nove anni fa, una scossa di magnitudo 4,0 ha scosso l’isola, causando due vittime, 42 feriti e migliaia di sfollati. Nonostante gli anni passati, la ricostruzione è ancora in corso e le ferite del sisma sono ancora visibili.
Oggi, il volto di Casamicciola è ancora segnato dalle macerie e dagli edifici vuoti. 787 immobili risultano ancora inagibili, e 183 nuclei familiari continuano a ricevere il contributo di autonoma sistemazione, per un costo complessivo di 330 mila euro al mese. La ricostruzione, purtroppo, è andata molto a rilento.
Nuove ordinanze per la ricostruzione
Proprio nel giorno della memoria, il commissario straordinario Marcello Feola ha presentato l’ordinanza 43, che riscrive le regole delle delocalizzazioni alla luce del Piano di ricostruzione. La nuova ordinanza prevede che la demolizione degli immobili da trasferire obbligatoriamente per ragioni di sicurezza possa essere eseguita direttamente dalla struttura commissariale, con risorse pubbliche, anche indipendentemente dalla domanda di contributo del proprietario.
Per la prima volta, la disciplina comprende anche edifici agibili e non danneggiati, ma collocati in aree a rischio idrogeologico elevato o molto elevato. Le percentuali di contributo cambiano a seconda dei casi: fino all’80% per le abitazioni principali soggette a delocalizzazione obbligatoria, 70% per quelle non principali e 65% per gli immobili produttivi.
Le scelte per chi deve lasciare casa
Le nuove regole ampliano anche il ventaglio delle scelte per chi deve lasciare casa. Sarà possibile acquistare o recuperare un immobile anche fuori dall’isola, purché in Campania, oppure ottenere un indennizzo senza vincolo di destinazione. Chi percepisce il CAS ed è coinvolto nelle procedure avrà 90 giorni dall’entrata in vigore dell’ordinanza per presentare la domanda, pena la sospensione del beneficio.
La ricostruzione ecologica e antisismica
Il Centro Nazionale per la Ricostruzione Ecologica (CNRE) ha rivolto un appello al commissario Feola, chiedendo di accelerare gli interventi necessari per consentire ai residenti di rientrare al più presto nelle proprie abitazioni. Il presidente del CNRE, Claudio Del Medico Fasano, ha sottolineato che la ricostruzione deve essere rapida, sicura, antisismica ed ecologicamente sostenibile.
Il CNRE sostiene la necessità di un modello di ricostruzione capace di coniugare sicurezza, tutela ambientale, efficienza energetica e qualità dell’abitare, utilizzando tecnologie e materiali moderni e rispettosi dell’ambiente. Il presidente Del Medico Fasano ha chiesto un incontro con il commissario Feola e tutte le istituzioni competenti per proseguire con la massima urgenza sulla strada di una ricostruzione concreta e veloce.
Le sfide degli sfollati
Mentre la ricostruzione procede a rilento, gli sfollati continuano a vivere in condizioni precarie. Oltre tremila persone sono ancora fuori casa, e i decreti di sgombero sono 408, mentre soltanto 28 residenti hanno potuto rientrare nelle proprie abitazioni. La scarsità di alloggi ha spinto i prezzi verso l’alto, e gli sfollati chiedono che le abitazioni vuote siano rese disponibili.
Le persone costrette a lasciare casa sono 3.627. Di queste, 3.459 hanno trovato una sistemazione autonoma, 143 vivono in albergo e 53 sono accolte nel Palatrincone di Monterusciello. I comitati chiedono di utilizzare gli alloggi emergenziali di Monterusciello, coinvolgere i medi e grandi proprietari di immobili sfitti e accelerare la realizzazione dell’hub di via Artiaco.
La Regione Campania ha finanziato il contributo di autonoma sistemazione, la sistemazione alberghiera, lo sportello psicologico e il supporto ai cittadini accolti nel palazzetto. Tuttavia, le famiglie chiedono certezze e non promesse. La politica raccoglie le richieste e promette di portare le istanze nelle sedi istituzionali.
Oggi, il ricordo del terremoto resta un rito necessario. Ma la misura vera dell’anniversario è quanto di quella notte si riuscirà finalmente a consegnare al passato. Alle 19:30, in località Fango, il Decanato di Casamicciola-Lacco Ameno celebrerà la messa in commemorazione del terremoto. La ricostruzione è avviata e sta cambiando il volto del territorio, ma il cammino è ancora lungo.
