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6 Novembre 2026

Viaggi papali, costi oltre 400mila euro: chi paga e chi ci guadagna

Il viaggio apostolico di Papa Leone XIV finisce al centro delle polemiche per il numero dei componenti della delegazione e i costi della trasferta.

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Il viaggio apostolico di Papa Leone XIV in America Latina finisce al centro delle polemiche per le dimensioni della delegazione e le spese sostenute dal Vaticano. Per la trasferta di dodici giorni sono attese oltre trenta persone tra giornalisti, dirigenti, fotografi e tecnici. Secondo un’inchiesta di Silere non possum, il costo complessivo potrebbe superare i 400mila euro. Una cifra che riporta l’attenzione sulla gestione delle risorse del Dicastero per la Comunicazione e sulle richieste di contenimento delle spese avanzate da Papa Francesco.

Viaggio di Leone XIV in America Latina, oltre 30 persone al seguito del Papa: polemiche sui costi

Il viaggio apostolico di Leone XIV in America Latina, in partenza venerdì 6 novembre da Fiumicino, riaccende il dibattito sulle spese sostenute dalla Santa Sede per accompagnare il Pontefice nelle visite internazionali. La trasferta, che toccherà Uruguay, Argentina e Perù nell’arco di dodici giorni, coinvolgerà una delegazione particolarmente numerosa del Dicastero per la Comunicazione. A bordo dell’aereo ITA Airways saliranno, tra gli altri, la prefetta Montse Alvarado, al suo primo viaggio apostolico, il direttore editoriale Andrea Tornielli, il direttore dell’Osservatore Romano Andrea Monda, il responsabile di Radio Vaticana e Vatican News Massimiliano Menichetti e il direttore della Sala Stampa Matteo Bruni. Nel gruppo dei giornalisti del pool vaticano figurano anche Silvina Pérez e Salvatore Cernuzio.

L’organizzazione, tuttavia, non si limiterà alle persone presenti sul volo papale. Diverse squadre raggiungeranno anticipatamente le destinazioni per occuparsi della produzione giornalistica, radiofonica e multimediale. I collaboratori saranno distribuiti tra Montevideo, Buenos Aires e diverse città peruviane, tra cui Lima, Chiclayo, Cusco e Pucallpa. Al personale editoriale si aggiungeranno fotografi, cameraman, tecnici audio e addetti alla gestione delle apparecchiature, oltre agli operatori della Sala Stampa incaricati di assistere i giornalisti accreditati. Il numero complessivo dei partecipanti supererà così le trenta unità. Un dispiegamento significativo per un itinerario che prevede quasi 32.000 chilometri di spostamenti e 36 discorsi del Pontefice, con numerosi collegamenti aerei interni e due trasferimenti in elicottero nella regione di Chiclayo.

A sollevare dubbi sull’entità dell’organizzazione è Silere non possum, che mette in discussione soprattutto l’effettiva necessità di alcune presenze. Secondo la testata, una parte delle attività potrebbe essere gestita direttamente dalle redazioni di Palazzo Pio, senza trasferire all’estero un numero così elevato di dipendenti e dirigenti. Per garantire una copertura adeguata sarebbero sufficienti un gruppo ristretto di giornalisti, fotografi, operatori video e tecnici, mentre la preparazione degli articoli e degli approfondimenti potrebbe proseguire dagli uffici romani. Nell’inchiesta vengono inoltre contestate alcune modalità di gestione dei contenuti pubblicati sui social e la partecipazione ricorrente di determinate figure dirigenziali.

Le spese per le trasferte e gli straordinari: quanto costa seguire il Pontefice

Il nodo principale riguarda le conseguenze economiche di un’organizzazione così estesa. Secondo i calcoli riportati da Silere non possum, i dipendenti impegnati nei viaggi apostolici possono beneficiare di compensi aggiuntivi legati alle ore di lavoro straordinario. Durante queste trasferte, infatti, le giornate lavorative possono arrivare a dodici ore, rispetto alle sei previste normalmente. Le ore eccedenti vengono conteggiate e retribuite, con importi che variano in base all’inquadramento professionale.

Per un dipendente appartenente al sesto livello, una settimana al seguito del Papa potrebbe comportare circa 4.000 euro di straordinari, ai quali si aggiungerebbe una diaria stimata intorno ai 3.000 euro. A queste voci vanno sommati i costi di alberghi e trasporti, sostenuti direttamente dal Dicastero. La spesa complessiva potrebbe quindi raggiungere i 10.000 euro per una sola settimana di missione, con cifre ancora superiori per direttori e caporedattori. Estendendo il calcolo a una delegazione di oltre trenta persone, il costo di un singolo viaggio apostolico potrebbe superare i 400.000 euro. Nel caso della trasferta in America Latina, la permanenza di dodici giorni e la partenza anticipata di alcune squadre potrebbero far aumentare ulteriormente il conto.

L’inchiesta evidenzia anche le differenze tra i dipendenti che partecipano abitualmente alle trasferte e quelli che continuano a lavorare nelle redazioni romane. Secondo le stime pubblicate, chi viene selezionato con regolarità potrebbe arrivare a ottenere circa 40.000 euro annui di compensi aggiuntivi. A essere penalizzati sarebbero soprattutto i professionisti delle redazioni linguistiche, che pur avendo maturato una lunga esperienza nell’informazione vaticana non avrebbero avuto analoghe possibilità di partecipare alle missioni.

Le critiche riguardano anche i costi imposti ai giornalisti delle altre testate. Per seguire i viaggi papali, infatti, le redazioni devono sostenere autonomamente le spese di partecipazione, che in alcuni casi superano i 10.000 euro. Un problema già sollevato nel 2017, quando trenta giornalisti contestarono il prezzo richiesto per il volo verso Fatima: 1.738 euro per un posto sull’aereo papale, a fronte di circa 250 dollari per un normale biglietto di linea. Anche oggi, secondo Silere non possum, il rapporto tra costi e servizi offerti meriterebbe maggiore trasparenza, soprattutto perché i giornalisti ammessi al seguito seguono un programma prestabilito e non sempre dispongono di occasioni per approfondire autonomamente le notizie.

Le difficoltà economiche del Dicastero e la necessità di rivedere le spese

La questione assume un significato particolare alla luce delle difficoltà economiche del Dicastero per la Comunicazione. Il 31 ottobre 2024, al termine dell’assemblea plenaria, Papa Francesco aveva chiesto di contenere le spese e individuare nuove forme di finanziamento, sottolineando che la Santa Sede non avrebbe più potuto sostenere i costi della struttura come in passato. In quella circostanza Matteo Bruni aveva reso noto che il bilancio del 2023 si era chiuso con un disavanzo di 27,5 milioni di euro, a fronte di un organico di circa 570 dipendenti.

Nonostante questo richiamo, l’organizzazione delle trasferte sarebbe rimasta sostanzialmente legata a un modello elaborato in un’epoca in cui la comunicazione televisiva e digitale funzionava in maniera differente. Oggi le emittenti locali possono occuparsi della produzione delle immagini degli eventi pubblici, mentre le piattaforme digitali consentono di trasmettere le celebrazioni in diretta e raggiungere un pubblico internazionale. Secondo la ricostruzione di Silere non possum, queste possibilità renderebbero possibile una revisione del numero dei professionisti da mobilitare, senza compromettere la qualità dell’informazione.