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Questo fine settimana offre una concentrazione notevole di proposte culturali per chi ama l’arte in tutte le sue declinazioni. Dalle grandi tele di Mark Rothko a Firenze alle riscoperte del divisionismo e del simbolismo, il panorama espositivo italiano propone aperture e mostre già attive che indagano linguaggi diversi e dialoghi storici.
Le sedi variano da istituzioni come Palazzo Strozzi fino a spazi privati e fondazioni, creando un itinerario che unisce città e territori.
Molte delle esposizioni si caratterizzano per un approccio narrativo che mette in risalto la relazione tra opera e luogo: esempi sono i progetti collaterali che accompagnano la mostra di Rothko e la grande rassegna su Giotto legata a san Francesco.
Le date e la durata delle esposizioni sono precise: alcune si protraggono fino all’estate, altre sono appuntamenti primaverili da non perdere. Accanto a dipinti e sculture, trovano spazio anche interventi contemporanei che indagano memorie e ferite, come il progetto sul tema delle macerie derivanti dalla guerra.
Rothko a Firenze: mostra principale e percorsi satelit
La grande antologica “Rothko a Firenze” apre il 14 marzo a Palazzo Strozzi e resta visitabile fino al 23 agosto. Curata da Christopher Rothko ed Elena Geuna, propone oltre settanta opere che attraversano la carriera dell’artista, mettendo in dialogo la forma classica e la libertà del colore. Il progetto non si limita agli spazi del palazzo: sono previste due sezioni satellite che coinvolgono il Museo di San Marco, dove le tele dialogheranno con gli affreschi del Beato Angelico, e il Vestibolo della Biblioteca Medicea Laurenziana, progettato da Michelangelo, scelta significativa per le risonanze tra spazio e pittura.
Accessibilità e visite in LIS
In occasione della mostra sono organizzate visite in LIS (Lingua dei Segni Italiana) nell’ambito del progetto Segni e Parole promosso da Fondazione Palazzo Strozzi. Le visite, in collaborazione con l’Ente Nazionale Sordi di Firenze, partono dall’introduzione al Maria Manetti Shrem Educational Center e proseguono nella selezione di sale espositive; hanno una durata di un’ora e trenta minuti e sono condotte da un’educatrice con un’interprete LIS, per permettere a persone con disabilità sensoriali di approfondire la poetica cromatica di Rothko.
Rassegne regionali e dialoghi tra generazioni
Nel cuore della Sardegna il MAN di Nuoro ospita “Pellizza e Ballero. La divina luce“, visitabile dal 13 marzo al 14 giugno, che esplora il rapporto tra Giuseppe Pellizza da Volpedo e Antonio Ballero attraverso oltre trenta opere. Il percorso documenta amicizia, scambi epistolari e la trasmissione di un linguaggio pittorico che evolve dal realismo verso il divisionismo. A Milano, invece, la collettiva “Macerie. Ciò che resta, ciò che nasce” all’Università Cattolica (10 marzo-10 aprile) affronta le conseguenze della guerra con opere di quattordici artisti contemporanei, mettendo l’accento non sull’evento iniziale ma sulle sue ripercussioni materiali e psicologiche.
Proposte contemporanee a Milano
Ancora a Milano, alla Fabbrica del Vapore, la mostra “Macro Pop” di Luca Vernizzi (10 marzo-17 aprile) presenta quarantasei opere che trasformano oggetti di uso quotidiano in spunti di riflessione. Le tele monumentali e i dipinti su legno convivono con piccoli ritratti su carta, evidenziando come il banale possa diventare elemento di indagine estetica e concettuale attraverso un uso del colore e della forma che sfida il consueto sguardo urbano.
Simbolismo, Giotto e proposte diffuse
La Fondazione Magnani-Rocca a Mamiano di Traversetolo propone “Il Simbolismo. Origini e sviluppi di una nuova estetica 1883-1915“, visitabile dal 14 marzo al 28 giugno, che mette in luce l’autonomia italiana rispetto ai modelli francesi e mitteleuropei. Con oltre centoquaranta opere tra dipinti, sculture e incisioni, il percorso è suddiviso in sette sezioni tematiche per raccontare gli scambi culturali e le ragioni della ricezione tardiva del movimento in Italia. A Perugia, la Galleria Nazionale dell’Umbria celebra il rapporto tra Giotto e san Francesco nella mostra “Giotto e San Francesco. Una rivoluzione dell’Umbria del Trecento” (14 marzo-14 giugno), che ripercorre l’ingresso dell’artista nel cantiere della Basilica di Assisi e la nascita di un linguaggio pittorico rivoluzionario.
Infine, a Roma la personale “Scraps” di Alice Pasquini a Rosso20sette arte contemporanea (14 marzo-24 aprile) esplora la città tramite collage, frammenti di manifesti e pittura, trasformando il paesaggio visivo urbano in racconti figurativi. Queste proposte, nel loro insieme, offrono un calendario ricco e variegato per chi desidera esplorare storia, contaminazioni e pratiche contemporanee in molteplici contesti italiani.



