Con l’arrivo dell’autunno le Dolomiti mutano aspetto: le foreste di larice si tinge di giallo fuoco, l’aria si rinfresca e i sentieri si liberano dal folto dell’estate. Questo cambiamento, spesso soprannominato “enrosadira”, regala scorci di luce dorata sulle pareti rocciose, un panorama raro e poco conosciuto.
Per chi ama la montagna, la stagione rappresenta il momento ideale per scoprire paesaggi incontaminati, gustare la cucina ladina e respirare la quiete di villaggi quasi dimenticati dal turismo di massa.
Organizzare una vacanza autunnale in queste terre richiede qualche accorgimento in più rispetto ai mesi più caldi: le giornate si accorciano, gli impianti possono chiudere prima e le temperature variano rapidamente con l’altitudine. Tuttavia, una buona pianificazione permette di vivere l’esperienza più autentica delle Dolomiti, con percorsi adatti a ogni livello, rifugi accoglienti e la possibilità di partecipare a sagre locali che celebrano i prodotti di montagna.
Le sette mete d’autunno da non perdere
Il primo posto da inserire nella lista è la Val di Funes dove il villaggio di Santa Maddalena si staglia sotto le cime del Sass Rigais e dell’Odle. In ottobre i prati di larice esplodono in oro, e la luce mattutina rende la chiesa bianca quasi irreale.
Una breve camminata intorno al centro, tra masi tradizionali, è perfetta anche per chi non ha esperienza di trekking avanzato.
Proseguendo verso l’Alpe di Siusi, il più grande altopiano d’Europa, i visitatori trovano ampie distese di prati che in estate sono affollati, ma in autunno diventano una tela d’oro e ruggine. I sentieri, numerosi e ben segnalati, accolgono famiglie e gruppi con bambini; le baite aprono fino a fine ottobre, offrendo speck affumicato e canederli fumanti.
Nel cuore della Val Badia, San Cassiano rappresenta un’oasi di eleganza e tranquillità. Da qui parte il sentiero per il Lago di Fanes, che attraversa boschi di larice dorato e altopiani carsici. L’escursione, lunga ma non tecnica, permette di respirare la natura incontaminata lontano dalla folla.
Le iconiche Tre Cime di Lavaredo, viste dalla frazione di Sesto, mantengono il loro fascino anche in autunno. La luce più bassa e l’aria limpida creano un’atmosfera magica; il giro intorno alle tre vette, di circa quattro ore, regala panorami incorniciati da larici dorati.
Il lago di Braies, noto per le sue acque smeraldo, assume in ottobre una tonalità più malinconica: i riflessi dei boschi circostanti colorati creano scene da cartolina. Il percorso intorno al lago è breve (circa un’ora) e accessibile a tutti, ideale per una passeggiata mattutina in totale tranquillità.
Ortisei, nella Val Gardena, è il centro della tradizione della scultura in legno. In autunno il villaggio si calma e diventa la base perfetta per prendere la funivia verso Seceda, uno dei più spettacolari punti panoramici delle Dolomiti, dove le creste rocciose sembrano recidere il cielo.
Infine, San Vigilio di Marebbe, piccolo borgo ladino, conserva ancora la sua identità culturale. Da qui si accede a sentieri poco battuti del Parco Naturale Fanes-Sennes-Braies, e durante l’autunno il paese ospita sagre con prodotti tipici, offrendo un contatto autentico con la tradizione locale.
Itinerari consigliati per ogni livello
Tra i percorsi più apprezzati, la traversata “Alpe di Siusi – Val di Fassa” è ideale per chi cerca una camminata facile (8 km, dislivello 500 m). Si parte dalla capanna Williamshutte (2 098 m) e si segue la strada verso il Rifugio Sasso Piatto, con vista sulla Marmolada. Dopo una breve discesa, si riprende il sentiero “Lupo Bianco” fino a Canazei, per poi concludere in autobus a Soraga di Fassa.
Per un’esperienza di media difficoltà, il sentiero da Passo Gardena a Villa di Badia attraversa il Parco Naturale Puez-Odle. Con 6 km di cammino e un dislivello di 200 m, si ammirano formazioni rocciose come il Sass Rigais e il Sass de Putia, oltre a pascoli alpini e foreste di larice colorate.
Gli escursionisti più esperti possono affrontare il circuito “La Villa in Badia – Corvara”, difficile (17 km, 1 650 m di dislivello). L’itinerario include le cime del Monte Santa Croce (2 908 m) e la Cima Dieci (3 026 m), con vie ferrate di livello B/C. È consigliata l’attrezzatura completa, incluso casco da arrampicata, e il percorso termina a San Cassiano, dove le maestose pareti del Cunturines dominano il paesaggio.
Prima di partire, verifica gli orari di rifugi e impianti: molti chiudono tra fine settembre e inizio novembre. Portare sempre un abbigliamento a strati è fondamentale, perché le temperature possono scendere rapidamente, soprattutto al mattino e in quota. Nello zaino non devono mancare scarpe da trekking adeguate, giacca impermeabile, acqua, snack e protezione solare.
Per chi desidera una base confortevole, il TH Corvara – Greif Hotel a Corvara in Badia offre accesso diretto al comprensorio Dolomiti Superski, con 130 km di piste locali e 500 km di piste collegate. L’hotel mette a disposizione ski-room, convenzioni per il noleggio dell’attrezzatura e navette per le piste. Anche i non sciatori possono usufruire di attività invernali come ciaspolate, sci di fondo e parapendio, oppure di escursioni a piedi durante l’estate.
Infine, ricordati di prenotare con anticipo i rifugi più rinomati, soprattutto se prevedi di pernottare in alta quota. Le strutture aprono secondo un calendario variabile, quindi controllare il sito ufficiale o contattare direttamente è la mossa più sicura per evitare sorprese.
