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Bangkok cosa vedere in 2 giorni, le tappe imperdibili

Bangkok cosa vedere in 2 giorni, le tappe imperdibili

Un luogo magico e ricco di fascino, Bangkok conquista tutti i turisti.

Nota come la Città degli Angeli, Bangkok è il regno dei contrasti: nella capitale thailandese infatti i grattacieli e i centri commerciali di Siam Square si alternano ai templi dorati e ai mercatini galleggianti, espressione della Thailandia più antica e di quella più rurale.
In due giorni, magari a bordo dei famosi tuk-tuk, si possono scoprire i luoghi simbolo che hanno reso Bangkok una delle più affascinanti città del mondo.

Bangkok cosa vedere in 2 giorni

Primo giorno

Certamente un cocktail sorseggiato di sera su una delle terrazze dei grattacieli della Bangkok moderna è un’esperienza da fare: i luoghi più iconici in tal senso sono il Sofitel Sukhumvit Hotel, il Moon Bar Vertigo e il Lebua Scirocco, che molti ricorderanno in una scena del film “Una Notte da Leoni 2”.

La vera Bangkok, legata alla sua storia e al suo passato, è però rappresentata dal Palazzo Reale: l’antica residenza dei reali thailandesi mostra alte pagode dorate, tetti arancioni e sculture mitologiche che accolgono il visitatore, dagli uccelli sacri garuda ai colossali yaksha alti ben 5 metri.

Il luogo più suggestivo del sito è la sfarzosa cappella di Wat Phra Kaew dove è custodito il Buddha di smeraldo, in realtà intagliato nella nefrite.

palazzo reale bangkok

Uscendo dal Palazzo Reale e oltrepassato un curioso Mercato degli Amuleti, si può raggiungere facilmente il tempio di Wat Pho, il più vasto e antico di tutta la città, facilmente riconoscibile dalle svettanti pagode in marmo bianco. Il tempio, dove si trova una scuola che consente di provare il vero ed energizzante massaggio thai, ha il suo gioiello nel più grande Buddha sdraiato al mondo: la statua presenta i piedi in madreperla con intarsi raffiguranti scene religiose e alle sue spalle sono presenti le 108 ciotole bronzee dei monaci.

Un altro Buddha dorato è custodito nel Tempio di marmo di Wat Tramit: la statua, alta 3 metri, fu rinvenuta sotto uno spesso strato di stucco e gesso, copertura che, secondo la leggenda, è stata realizzata per celare il prezioso manufatto dai saccheggi perpetrati dai birmani.
Wat Tramit

Secondo giorno

Il secondo giorno a Bangkok può iniziare dall’altra parte del fiume Chao Phraya, alla volta dello spettacolare Wat Arun, il Tempio dell’Alba dedicato alla dea indiana dell’aurora. La caratteristica di questo luogo sacro alto 260 metri è lo stile khmer con torri e guglie tra le quali quella alta più di 80 metri decorata con porcellane cinesi a motivo floreale.

wat arun

Prima di lasciare il cuore di Bangkok, è consigliata una visita alla Jim Thompson House: la casa museo apparteneva all’imprenditore americano che ha rilanciato il mercato della seta nella capitale thailandese per poi scomparire nella foresta malese dando vita ad affascinati leggende. Gli edifici che compongono la residenza sono stati realizzati completamente in teak, secondo un’antica tecnica che non prevedeva l’uso di chiodi. All’interno sono conservate opere private di Thompson, dalle porcellane cinesi alle statuette cambogiane fino a raffinati candelieri vittoriani.

Jim Thompson House

Da Bangkok è d’obbligo una visita ai Floating Market, ovvero i caratteristici mercatini galleggianti: da visitare in particolare vi sono quelli di Amphawa e di Damnoen Saduak, siti a circa 100 km dal centro della capitale. Un vero traffico di barchini ricolmi di pesce, frutta e verdura accolgono il visitatore in un tripudio di odori e sapori, espressione della Thailandia più vera e rurale.

Amphawa

Ultima tappa, sita ad appena 80 km a sud di Bangkok, è il sito archeologico di Ayutthaya, dichiarato Patrimonio dell’UNESCO: le vestigia sono la memoria straordinaria dell’antica capitale del Siam, prima della distruzione nel 1767 portata dai birmani.

Tra i luoghi più suggestivi del sito spiccano il Wat Phra Si Sanphet, con le sue tre iconiche costruzioni a punta, e il Wat Mahathat eretto con pietre e mattoni nel più tipico stile khmer. Quest’ultimo nasconde un vero tesoro, divenuto ben presto simbolo di Ayutthaya: si tratta del volto di Buddha tra le intricate radici di un albero.

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