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Cactus deserto americano, caratteristiche

cactus deserto americano

Sono il simbolo dell'Arizona, in America, svelato il vero nome dei cactus più famosi della tv.

ll Saguaro è il caratteristico Cactus del deserto americano di grandi dimensioni. Costituisce la principale forma di vegetazione delle zone desertiche in America e che molti di noi, magari anche senza essere mai stati nel nuovo continente, hanno imparato a conoscere ed ammirare grazie all’immaginario cinematografico che ce lo ha mostrato in moltissime pellicole.
Andiamo a conoscere meglio insieme questa monumentale pianta.

Cactus deserto americano habitat

Il Saguaro, il cui nome scientifico è Carnegiea gigantea è un cactus di notevoli dimensioni che cresce spontaneamente nel deserto di Sonora in Arizona, e nelle zone che confinano con il Messico.

Oltre a quella che è la sua nomenclatura ufficiale, viene anche chiamato cactus a candelabro per via della sua forma caratteristica, e ancora cactus gigante in virtù delle sue dimensioni maestose.

Questa pianta può arrivare a raggiungere persino i 13 metri di altezza, ed avere una longevità stimata di 200 – 300 anni.

Per rendere meglio l’idea del confronto, basta ricordare che le normali piante grasso da appartamento, invece, riescono a vivere al massimo non più di 80 anni.

La loro imponenza dipende tutta dalla voracità di questi cactus che, non a caso, qualcuno chiama anche elefanti del deserto.

Lo Stato dell’Arizona infatti, dove vivono i saguari, è noto anche per la scarsità dei rovesci piovani. Di conseguenza, al termine di ognuna delle rare piogge che si abbattono sulla regione, il nostro cactus grazie alle sue potenti radici risucchia dal terreno tutto quello che riesce a prendere, ed è capace di inglobare in un unico frangente fino a 5 tonnellate di acqua.

Acqua che conserva nelle pieghe del proprio corpo, in modo tale da avere una considerevole scorta di risorse idriche cui attingere anche successivamente.

Volendo azzardare un paragone con il mondo animale, tale meccanismo e molto simile all’accumulo di risorse che fanno cammelli e dromedari, sfruttando le proprie gobbe.

Non a caso sono anch’essi parte della popolazione dei deserti, creature abituate ad adattarsi alle condizioni di vita più estrema, che cercano di fare scorte per garantirsi al massimo la sopravvivenza.
Quando accumula le sue scorte di acqua, il tronco del saguaro tende a gonfiarsi considerevolmente, e questo fenomeno lo fa quasi apparire come una pianta differente rispetto al suo aspetto iniziale.

Ecco spiegato perché gli esemplari più monumentali di cactus deserto americano, possono arrivare a pesare addirittura fino a 12 tonnellate, che corrisponde proprio alla stazza media di un elefante di grossa taglia.

Se qualcuno avesse il desiderio di ammirarne personalmente degli esemplari, pur senza uscire dall’Europa, sebbene siano al di fuori dal loro habitat naturale, ma pur sempre in un contesto protetto che tende a ricreare il microclima ha loro più congeniale, se ne segnala la presenza di alcuni esemplari sia all’interno dell’orto botanico di Palermo che ancora nel giardino botanico dell’isola di Maiorca.

Caratteristiche dei Saguari

Il nostro cactus americano si presenta con un robusto e carnoso tronco colonnare di colore verde, che può raggiungere un diametro pari a tre metri dal quale di dipartono, come tante braccia protese verso l’alto, numerose diramazioni.

Questa forma ricorda parecchio quella di un candelabro, ma molto più in grande, e ben spiega dunque il perché del simpatico appellativo di cactus a candelabro cui accennavamo in precedenza.

Se è vero, come già anticipato, che il saguaro è una pianta estremamente longeva, è però altrettanto vera che la crescita del suo tronco può rivelarsi abbastanza lenta.

Generalmente infatti, la pianta può impiegare fino anche ad un massimo di 75 anni, prima di raggiungere l’apice della sua maestosità che poi conserverà per tutto il resto della sua vita.

Oltre al tronco, gli altri elementi caratteristici del nostro cactus sono: le foglie, di dimensioni ridotte e ricoperte da piccole spine; i fiori, che sbocciano solamente di notte nei mesi di aprile e maggio e che, non a caso, vengono impollinati dai pipistrelli che sono per definizione volatili notturni, ma anche in minor parte da insetti e altre specie di uccelli; infine abbiamo anche i frutti del saguaro, che si presentano come rossi e succosi e giungono a piena maturazione a fine Giugno.

Per concludere può essere interessante ricordare come il fiore del saguaro costituisca proprio il simbolo dell’Arizona, a ulteriore della simbiosi perfetta che regna tra questo Stato del Nord America e la sua pianta simbolo.

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