Il nuovo sistema di controllo biometrico Entry/Exit System (Ees) attivo dal 10, sta causando gravi disagi negli aeroporti europei. Per evitare code infinite e garantire un transito agevole, molti scali hanno deciso di disattivare temporaneamente il sistema durante i periodi di maggiore affluenza.
L’Ees, progettato per modernizzare i controlli alle frontiere e ridurre i tempi di attesa, ha invece prodotto l’effetto contrario. Nei mesi successivi al lancio, i viaggiatori hanno dovuto affrontare code fino a cinque ore, con conseguenti ritardi e voli persi. La situazione ha spinto gli aeroporti a ricorrere a una clausola prevista dalla Commissione europea che consente la sospensione temporanea del sistema in circostanze eccezionali.
Le principali criticità del sistema Ees
Il sistema Ees registra i dati biometrici dei viaggiatori provenienti da Paesi terzi ogni volta che attraversano un confine esterno dell’area Schengen. In teoria, avrebbe dovuto migliorare la sicurezza e sostituire il timbro cartaceo con un sistema moderno di registrazione. Tuttavia, la pratica ha dimostrato che il sistema è ancora lontano dall’essere perfetto.
Ad esempio, a Milano Linate, domenica 12 aprile, 121 passeggeri diretti a Manchester con un volo easyJet sono rimasti bloccati ai controlli di sicurezza. A marzo, in meno di ventiquattro ore, a Bruxelles circa 600 persone non si sono potute imbarcare. Questi episodi hanno evidenziato le criticità del sistema, spingendo le autorità a intervenire.
Le dichiarazioni delle compagnie aeree
Le compagnie aeree non hanno tardato a manifestare le loro preoccupazioni. Carsten Spohr, amministratore delegato del gruppo Lufthansa, ha dichiarato che i ritardi stavano diventando troppo lunghi e che erano stati persi diversi voli in coincidenza a causa del sistema di ingresso Ue. Anche Air France-Klm ha confermato che, durante i mesi estivi di punta, il sistema viene disattivato per garantire un transito agevole nei loro hub di Parigi e Amsterdam.
Le soluzioni adottate dagli aeroporti
Per fronteggiare i disagi causati dal sistema Ees, gli aeroporti europei hanno deciso di disattivarlo temporaneamente durante i periodi di maggiore affluenza. Questa soluzione è stata concessa dalla Commissione fino al 6 settembre, in circostanze eccezionali. Tuttavia, nove paesi, tra cui l’Italia, stanno già chiedendo che la deroga venga prorogata oltre il termine fissato.
In una lettera al commissario europeo agli Affari interni, Magnus Brunner, Italia, Francia, Germania, Belgio, Paesi Bassi, Grecia, Malta, Portogallo e Svizzera hanno ribadito il loro impegno per la completa implementazione del sistema, ma hanno anche sottolineato che l’esperienza finora acquisita ha dimostrato che in circostanze eccezionali possono sorgere difficoltà significative.
La Commissione europea, dal canto suo, ha dichiarato che i controlli biometrici hanno consentito alle autorità di individuare frodi di identità che altrimenti sarebbero probabilmente passate inosservate. Tuttavia, è chiaro che il sistema necessita di miglioramenti per evitare ulteriori disagi ai viaggiatori.
