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Fratte Rosa: terracotta e ceramiche delle Marche

fratte rosa

Fratte rosa, il borgo dal color cosa pastello che incanta con le sue ceramiche.

La regione Marche ha un’antica tradizione storica e culturale di grande prestigio, fra le vallate del Cesano nella località di Fratte Rosa vi è uno dei più grandi patrimoni nella produzione di terracotte e ceramiche.

Fratte Rosa: il borgo delle ceramiche

Il nome della piccola cittadina deriva dal colore particolare delle sue case. In verità il borgo si chiamava solo Fratte, in seguito per il colore rosa dei mattoni delle abitazioni fu aggiunto il Rosa.

Si tratta di un borgo con circa mille abitanti, molto caratteristico, nella provincia di Pesaro Urbino, dove l’argilla di cui è ricca la terra ha dato vita a moltissime realtà commerciali, che ancora oggi lavorano prodotti di terracotta e ceramiche.

Terracotta e ceramiche di Fratte Rosa

La terracotta e le ceramiche di questa terra hanno origini che risalgono a secoli fa, si tratta dei primi insediamenti in questa terra.

Grazie alla presenza dell’argilla, la lavorazione e la produzione di ceramica e terracotta sono state le attività più diffuse, ma anche più fiorenti.

La storia e la tradizione di Fratte Rosa sono anche motivo di richiamo turistico. La storia parla di fornaci storiche, fatte di pietra dove si cuoceva l’argilla. I centri di ceramica popolare d’uso di Fratte Rosa hanno rappresentato importanti poli per la formazione e lo studio di nuove tecniche, le attività artigianali legate alla ceramica hanno dato la possibilità di esplorare soluzioni estetiche sempre più particolari e ricercate. La lavorazione della ceramica si è evoluta insieme a scultura e pittura dando origine alle ceramiche artistiche.

Tipi di ceramiche a Fratte Rosa

La produzione principale riguarda ceramica d’uso comune, come contenitori per cuocere o conservare e riscaldare i cibi.

Attualmente numerose botteghe popolano il borgo, portando avanti l’arte dei vasai. Le realizzazioni sono dei veri e propri capolavori, che sono un concentrato di tecniche tramandate da secoli.

Famose sono le pentole di coccio, le quali negli ultimi tempi sono state molto rivalutate dai nutrizionisti, i quali consigliano la cottura in queste particolari pentole, perché i cibi conservano ancora i loro nutrienti. Questo materiale è indicato per un’alimentazione sana, anche perché non sprigiona sostanze nocive, come spesso accade nei contenitori realizzati con altro tipo di materiale.

I cocci di Fratte Rosa sono famosissimi, si tratta di vasi, piatti, terrine senza nessun decoro particolare, ma caratterizzate dalla semplicità delle sue forme dal design originale.

Le ceramiche di Fratte Rosa non sono solo artigianato locale a respiro turistico, ma anche opere d’arte, tanto che numerosi sono i collezionisti di pezzi pregiati, e ne è testimonianza il Museo delle Terracotte di Fratte Rosa e il Museo degli Orci e Orciai Barchi, il Museo della Ceramica, che espongono pezzi selezionati fra le migliori botteghe e laboratori del territorio.

In particolare, il Museo della Ceramica nel Convento di San Tommaso rappresenta un importante centro per giovani ceramisti, che attraverso incontri e stages studiano e diffondono tecniche produttive; in questo luogo si svolgono laboratori didattici, si organizzano concorsi e sono presenti grandi spazi adibiti alla realizzazione di oggetti in ceramica.

Lavorazione dell’argilla

La ceramica deriva dall’argilla, la tipologia più nota è la terracotta, che ha una consistenza più porosa; questo materiale viene cotto in forno a 900/1000 gradi, spesso viene smaltato per rendere il materiale impermeabile e successivamente si applica il decoro.

Il manufatto così ottenuto viene nuovamente cotto nel forno alla stessa temperatura per permettere ai colori di fondersi con lo smalto.

Ogni oggetto cotto due volte si chiama maioloca. Quest’ultima nasce nel Medioevo per raggiungere il massimo splendore nell’epoca Rinascimentale, grazie alla Dinastia Della Rovere.

In quel periodo l’artigianato assume sempre di più le sembianze di una fiorente industria. L’argilla viene lavorata a mano su un tornio, per questo dalla lavorazione escono delle vere sculture. Dopo che l’argilla è stata sapientemente modellata con le mani ha bisogno di asciugarsi, solo dopo tale passaggio avviene la prima cottura e la prima decorazione.

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