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Giava Indonesia cosa vedere, idee per il viaggio

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Natura, templi e vulcani: Giava è un'isola incredibile.

Un viaggio sull’isola di Giava, in Indonesia, può essere ricco di soddisfazioni per i turisti che amano vivere le loro vacanze come una perenne avventura. La città principale dell’isola di Giava è Giacarta, una delle maggiori attrazioni da visitare durante un soggiorno di una o più settimane in Indonesia. C’è però tanto altro da vedere in occasione di una vacanza nel sud-est asiatico. A seguire alcuni consigli e idee su cosa vedere in quel di Giava.

Giava Indonesia cosa vedere

La capitale Giacarta

Giacarta, che si prepara a dire addio al suo status di capitale dell’Indonesia, rimane la principale meta turistica per milioni di visitatori ogni anno. A Giacarta si consiglia di visitare il parco culturale Taman Mini Indonesia Indah, dove i turisti hanno l’opportunità di conoscere usi e costumi della cultura indonesiana.

Il parco è facilmente raggiungibile dal centro di Giacarta con transfer privati o taxi in poco meno di 30 minuti.

Altre due attrazioni da non perdere a Giacarta sono il Merdeka Palace (il palazzo dove risiede il Presidente dell’Indonesia) e la colonna Monas, che sorge presso l’ominima piazza del palazzo presidenziale e oggi divenuta monumento nazionale per gli abitanti dell’isola di Giava.

Yogyakarta, la non metropoli

Da tempo Yogyakarta è considerata la capitale culturale dell’isola di Giava, dove dunque si respira la vera anima di un luogo ancora lontano dalle rotte turistiche dei vacanzieri italiani.

Con i suoi 3 milioni di abitanti Yogyakarta si presenta sulla carta come la classica metropoli asiatica, anche se di fatto non lo è. A testimoniare ciò è l’assenza totale di grattacieli e o edifici la cui altezza supera i 3 piani.

Delle altre metropoli asiatiche Yogyakarta ha preso però in prestito il traffico cittadino (definirlo caotico è un eufemismo).

Nelle immediate vicinanze della città sorge il tempio di Prambanan, raggiungibile in taxi con una manciata di euro e dopo pochi minuti.

Il consiglio è di visitare le rovine del tempio di Prambanan nel tardo pomeriggio, in occasione del tramonto. Infatti, la vista sulla vallata che circonda l’antico complesso monumentale è altamente spettacolare.

Sempre nei dintorni di Yogyakarta si consiglia di visitare il tempio Borobudur, uno dei templi buddhisti più grandi al mondo. Inconfondibile (e per questo molto fotografata) la parte superiore del tempio, dove dimorano i cosiddetta Scuba.

Anche in questo caso, rimane valido il suggerimento di recarsi a Borobudur verso sera, così da vedere il tempio illuminato dal sole mentre tramonta.

Escursione al vulcano Bromo

Assistere all’alba nei pressi del vulcano Bromo rimane una delle attività più suggestive da compiere non soltanto sull’isola di Giava ma nell’intera Indonesia.

L’escursione al vulcano Bromo dovrebbe essere organizzata con tour operator locali esperti.

L’alternativa rimane il trekking, anche se quest’ultima richiede un’esperienza e una preparazione fisica che non tutti i turisti hanno. Un ulteriore suggerimento è quello di soggiornare in una struttura ricettiva diversa rispetto all’unica presente nelle immediate vicinanze del vulcano (Bromo Cottege), molti turisti infatti lamentano la scarsa qualità offerta dall’hotel.

Meglio invece soggiornare in uno degli alberghi presenti nei centri abitati più vicini al vulcano, anche a costo di perdere circa un’ora sulla propria tabella di marcia prima di iniziare l’escursione.

I laghi di Dieng Plateau

I laghi di Dieng Plateau sono un’altra perla naturale da visitare sull’isola di Giava. Si trovano in un altopiano situato a nord della capitale culturale Yogyakarta e sono caratterizzati da un colore dell’acqua molto acceso.

Intorno alla zona dei laghi sono presenti alcuni templi indhuisti, che insieme ai gas emessi dal vicino vulcano rendono lo scenario molto suggestivo agli occhi dei turisti stranieri in visita per la prima volta in Indonesia.

Un consiglio: sarebbe preferibile unire l’escursione ai laghi di Dieng Plateau a quella del tempio di Borodur, dal momento che la strada da percorrere è sempre la stessa.

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