Ogni giorno è la giornata del cane, ma il 26 agosto si celebra ufficialmente il nostro migliore amico. I cani sono compagni di vita, membri a tutti gli effetti delle nostre famiglie. Tuttavia, molti cani vivono nei canili, abbandonati o ceduti perché i loro proprietari non possono più gestirli.
L’adozione responsabile è fondamentale per garantire loro una nuova vita.
Per agevolare le adozioni, molte associazioni animaliste propongono schede di cani e gatti in cerca di una famiglia. Ma l’adozione deve essere una scelta consapevole, affinché animali e persone stiano bene insieme e per evitare il ritorno in rifugio.
L’importanza dell’adozione responsabile
Adottare un cane da canile significa dare una nuova opportunità a un animale che ha vissuto un passato difficile. Eugenia Natoli, biologa ed esperta in comportamento animale, spiega che l’adozione è un momento decisivo che migliora il benessere del cane. Tuttavia, è fondamentale che si occupino delle adozioni operatori attenti che valutino il tipo di famiglia e le sue abitudini.
Le storie dei cani ospitati in canile sono diverse: cuccioli abbandonati, cani trovati vaganti, cani sequestrati per maltrattamento e quelli lasciati dai proprietari perché ingestibili. Ogni cane ha una storia unica e richiede un approccio personalizzato.
Le domande da porsi prima di adottare
Prima di adottare un cane, è necessario chiedersi cosa significa avere un cane.
È importante essere consapevoli delle responsabilità che comporta e delle cure necessarie. L’ASL Roma 3 ha attivato uno sportello gratuito per i proprietari di cani residenti a Roma e Fiumicino, offrendo supporto e consulenza.
Adottare un cane senza un passato difficile richiede comunque il supporto di uno specialista di comportamento del cane. Per chi adotta un cucciolo, la strada è ancora diversa: dovrà dotarsi di molta pazienza e risolutezza nello stabilire regole precise.
I cani anziani: una scelta d’amore
Nell’anno del cucciolo virale, i cani anziani sono spesso dimenticati. Tuttavia, adottare un cane anziano può essere un’esperienza gratificante. I cani anziani hanno un carattere già formato, ritmi più tranquilli e una capacità commovente di adattarsi alle abitudini di una casa.
L’associazione no profit “Una zampa per Birillo” si occupa di togliere dai canili soprattutto i cani anziani. Qui, cani, gatti, pecore, asini, galline e umani imparano a riconoscersi, a rispettare le reciproche distanze e, qualche volta, persino a fare branco.
Adottare un cane anziano richiede farmaci, controlli veterinari, pazienza e qualche modifica domestica. Tuttavia, la libertà va imparata: talvolta cominciando da una ciotola alla quale nessuno farà più la guardia o da una mano che si avvicina senza colpire.
L’emergenza dell’abbandono
Mentre celebriamo i cani con fotografie, biscotti e cuori sui social, l’abbandono resta un’emergenza. Nel 2026, l’Enpa ha recuperato oltre 25 mila cani, il 50,7 per cento in più rispetto all’anno precedente. Dietro il dato c’è anche un equivoco duro a morire: considerare l’animale un bene affettivo finché è giovane, sano e compatibile con la nostra organizzazione, qualcosa di restituibile quando invecchia, si ammala o diventa complicato.
Amare un animale non significa soltanto provare un sentimento. Significa assumersi una responsabilità nel tempo, anche quando il cane rallenta, non sente più il richiamo, sporca in casa o ha bisogno di essere sollevato. Non occorre necessariamente adottarne uno. Si può sostenere un rifugio, contribuire alle spese veterinarie, offrire cibo, coperte o qualche ora del proprio tempo.
