In bagging, cosa è questo fenomeno?

Con il termine In-bagging si indica la pratica dei turisti di sottrarre gli oggetti della stanza d'albergo, dove si soggiorna.

Alla scoperta dell’In-bagging. Il termine inglese potrebbe confondere, facendo presupporre che il fenomeno sia del tutto nuovo nella realtà del turismo. Purtroppo, così non è, anzi, sono molti i viaggiatori che si danno all’In-bagging quando ne hanno la possibilità, ai danni degli albergatori.

Infatti, con questo termine si intende la pratica di sottrarre oggetti dalla stanza d’hotel in cui si soggiorna. Tuttavia, negli anni gli addetti ai lavori si sono attrezzati, stipulando una black list dove sono inseriti i nominativi degli ospiti “indesiderati”, che si sono distinti per comportamenti illeciti o poco consoni all’interno delle strutture alberghiere.

Il fenomeno dell’In-bagging

Con In-bagging si intende la sottrazione di oggetti dalla stanza d’albergo in cui si soggiorna.

Purtroppo si tratta di una pratica molto diffusa tra i turisti, che nel corso degli anni si sono dimostrati esperti nell’appropriarsi di oggetti messi a disposizione nella propria camera. Non si parla chiaramente di saponette e shampoo in campioncini, in quanto questi ultimi sono ad uso e consumo dei clienti, ma di oggetti di ben altro tipo. A prescindere dalle bevande sottratte al minibar e non dichiarate, alcuni tra i massimi esperti dell’In-bagging si sono dimostrati particolarmente abili nel sottrarre tende, bollitori, copie della Bibbia, pile e telecomandi.

Si tratta di veri e propri furti, nei confronti dei quali gli albergatori sono legittimati a sporgere denuncia entro 3 mesi dal furto, o da quando il personale ne è venuto a conoscenza.

Dal reato sono esclusi block notes, matite e penne brandizzate, che sono distribuite solo a scopo promozionale. Per le ciabatte, invece, il regolamento varia di struttura in struttura. In alcune di queste, l’appropriazione delle ciabatte è consentita solo se non recano il logo dell’albergo.

La black list dei turisti

Se la denuncia non fosse già abbastanza, ecco che la punizione contro i furbetti vede anche l’inserimento del proprio nominativo all’interno di una black list. Infatti, in quest’ultima sono riportati i nomi di tutti coloro che – ospiti all’interno delle strutture alberghiere – hanno dato prova di irregolarità e atteggiamenti poco consoni alle norme dell’hotel. Tra le segnalazioni per cui si viene inseriti nella black list rientra perfettamente anche quella dell’In-bagging. Di conseguenza, nel momento in cui un albergatore legge il nome di un suo potenziale cliente all’interno della blacklist, ecco che valuterà molto attentamente se sia il caso di dargli la disponibilità della camera. La black list si rivela essere uno strumento molto utile, che però resta strettamente riservato agli addetti ai lavori, nel rispetto delle norme previste per la privacy dei propri ospiti.


Scritto da Andrea Danneo
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