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Piramidi di Giza e la sfinge, storia e misteri

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Le piramidi di Giza e la Sfinge sono un capolavoro di architettura e storia.

Non c’è forse al mondo un luogo più suggestivo della Piana di Giza, grazie alla presenza delle tre piramidi egizie e della Sfinge che da più di 4000 anni affascinano con la loro storia e i loro misteri: basti pensare che delle sette meraviglie del mondo antico, la Grande Piramide di Cheope è l’unica sopravvissuta pressoché intatta.

Piramidi di Giza e sfinge, costruzione

Le piramidi di Giza sono state costruite tra il 2613 e il 2498 a.C. con la funzione di custodire le auree spoglie dei faraoni. Ciò che più colpisce non è solo la perfezione di questi monumenti funebri ma il modo in cui una civiltà tanto antica abbia potuto realizzarle senza l’ausilio di strumenti moderni.

Sono molte le cose che lasciano di stucco: ad esempio la disposizione delle tre piramidi ricalca niente meno che la Costellazione di Orione dove, secondo le credenze egizie, risiederebbe Osiride.

Ci sono poi le quattro facce della piramide di Cheope perfettamente allineate verso sud, nord, est e ovest.

Per non parlare poi del quasi perfetto allineamento della piramide di Cheope con il polo nord magnetico, con uno scarto di appena 3 minuti.

Tutti questi misteri hanno fatto pensare alle piramidi come opera di una entità aliena, ma in realtà sono il frutto del genio di un popolo assai erudito, con astronomi e matematici dalle capacità incredibili.

Erodoto narra di come le Piramidi siano state costruite sfruttando migliaia di schiavi: in realtà, la schiavitù non esisteva in Egitto e gli operai erano pagati per il loro lavoro, seppur faticoso, fatto con scalpelli in rame, arcaici trapani con punte fatte in selce e mazze di diorite.

I grossi massi che formano le piramidi, pesanti più di due tonnellate, venivano spostati bagnando la sabbia, per facilitare lo scorrere delle slitte, come si evince dalle immagini del tempio di Djehutihotep.

Le piramidi

La Piramide di Cheope è la più grande e antica, alta ben 146 metri, con una base di 230X230 tanto da poter contenere al suo interno la stessa Basilica di San Pietro.

All’interno c’è una camera funebre sotterranea mentre la Grande Galleria ascendente porta alla Camera del Re e alla Camera della Regina.

Poco più a sud della Piramide di Cheope sorge il Museo della Barca Solare, dove è esposta la barca a vela ritrovata nel recinto sacro attorno alla Grande Piramide sepolta qui forse per accompagnare il faraone nel suo ultimo viaggio nell’aldilà.

La Piramide di Chefren è alta 144 metri ed era chiamata Ikhet, ovvero “luce di gloria” dagli egizi: è considerata la piramide meglio conservata, con in cima ancora il rivestimento calcareo di Tura levigato.

Infine c’è Micerino, la più piccola delle Piramide risalente al 2490 a.C.: doveva essere in granito di Assuan ma la prematura morte di Micerino fece propendere i costruttori per il calcare.

Le sue dimensioni hanno fatto supporre ad una corrispondenza con una riduzione del potere del faraone; la leggenda però narra che Micerino, saputa la sua prossima morte precoce dall’oracolo, preferì godersi la vita terrena più che quella ultraterrena.

La Sfinge

A vegliare da millenni sulla Piana di Giza c’è poi la Sfinge, tra le più enigmatiche costruzioni di tutto il complesso.

Risale all’incirca al 2620 a.C. e fu realizzata scolpendo al nuda roccia come un essere mitologico, con un corpo leonino accovacciato e la testa umana.

Una stele ai suoi piedi, la cosiddetta Stele del Sogno, fa pensare che rappresenti Horus cioè il sole, ma le sue sembianze fanno supporre che rappresenti lo stesso Chefren o addirittura Cheope: appartengono infatti alla IV dinastia il copricapo con tanto di cobra reale, la fisionomia del viso e la barba cerimoniale ora scomparsa.

Come la barba è andato perduta anche il naso e qui le leggende ci regalano storie fantasiose: si è narrato fosse stato cannoneggiato dalle truppe napoleoniche, ma lo sporico Al Maqrizi ci tramanda che per gli arabi la Sfinge rappresentava “Il Padre del Terrore”, carico di energie negative, tanto è vero che tra il XIV e il XV secolo lo sceicco Saim Ed Dahr ordino ai Mamelucchi di distruggere l’opera, fallendo e danneggiandone per fortuna solo il naso.

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