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La città di Cagliari si appresta a vivere uno dei suoi appuntamenti più sentiti: la Festa di Sant’Efisio, che da secoli unisce fede e folclore. Per l’edizione numero 370 le tribune sono andate sold out e si prevede un afflusso considerevole di visitatori e turisti, con una nave da crociera annunciata in porto.
L’evento, che culmina nello scioglimento del voto stipulato l’11 luglio 1652, conserva il nucleo religioso pur ampliando lo spazio alle manifestazioni popolari che raccontano la storia e le comunità dell’isola.
La processione, tradizionalmente lunga quattro giorni, parte dalla chiesetta di Stampace e giunge fino alla spiaggia di Nora a Pula, luogo del martirio avvenuto nel gennaio 303 d.C.
Quest’anno saranno presenti circa 4.000 figuranti a piedi e a cavallo provenienti da quasi cento comuni della Sardegna, pronti a mostrare abiti, musiche e sonorità locali. Alcuni dettagli logistici sono stati rimodulati per motivi sanitari e organizzativi, ma il carattere devozionale della festa rimane centrale.
Il valore storico e religioso della manifestazione
La Festa si fonda su un voto fatto nel 1652, ricordato come gesto di ringraziamento per la fine di una pestilenza: il simulacro del Santo viene portato in processione come segno di devozione popolare. L’arciconfraternita e la municipalità sottolineano che il rito è stato mantenuto anche in momenti difficili, come durante i bombardamenti del 1943 e l’emergenza Covid, a conferma della continuità del voto.
La richiesta di denominazione della chiesa di Sant’Efisio a santuario è stata annunciata dall’Arciconfraternita, a testimonianza dell’importanza religiosa che l’evento conserva per la comunità.
Modifiche al percorso e tutela degli animali
Per l’edizione corrente sono state introdotte modifiche concrete al tradizionale svolgimento: nel tratto fino a Capoterra non sono utilizzati i buoi per trainare il cocchio del simulacro e le tipiche traccas non scorreranno lungo le strade durante la processione. Le traccas, carri decorati con tessuti, pani e ori, rimarranno però protagoniste in una mostra statica con circa dieci modelli esposti in aree dedicate, permettendo al pubblico di ammirare i dettagli che solitamente sfuggono durante il passaggio.
Motivazioni e reazioni
La scelta di non impiegare i buoi è dettata da valutazioni sanitarie e di tutela animale, con l’amministrazione che ha espresso solidarietà agli allevatori colpiti da recenti focolai di dermatite bovina. Il sindaco ha sottolineato che, nonostante le variazioni, la tradizione sarà rispettata e che il rito dello scioglimento del voto verrà compiuto. A rappresentare ufficialmente il Comune nel corteo sarà l’Alter Nos Giovanni Porrà, figura che incarna il legame tra istituzioni e comunità devozionale.
Programma culturale e appuntamenti collaterali
La Festa non è solo processione: le serate precedenti e successive offrono un calendario ricco di eventi. Il consueto concerto serale in piazza del Carmine anticipa la festa, con un omaggio a Andrea Parodi a vent’anni dalla sua scomparsa; la serata del primo maggio sarà invece dedicata al ballo rituale e alle danze di corteggiamento, con la partecipazione di 24 gruppi folkloristici e ospiti come il Maestro di Launeddas Luigi Lai, tre formazioni di canto a tenore (Bitti, Orune, Oniferi) e il gruppo Fantasias de Ballu.
Musica, canto e coralità
Le giornate del 2 e 3 maggio ospiteranno concerti dedicati alla musica popolare sarda e agli strumenti tradizionali, con eventi serali nel cortile di Palazzo Bacaredda. In prossimità del rientro del Santo sono previste esibizioni corali che valorizzano la coralità sarda, offrendo un’opportunità per ascoltare cori polifonici e complessi vocali che accompagnano il rito fino al rientro a Cagliari.
Logistica e servizi per i partecipanti
Per facilitare gli spostamenti, in vista dell’afflusso da tutta l’isola, è stato organizzato un potenziamento dei trasporti ferroviari: per il 1° maggio Trenitalia ha previsto dieci treni speciali sulla linea Cagliari-San Gavino-Oristano con un’offerta supplementare di 3.000 posti. L’amministrazione segnala inoltre aree dedicate per l’esposizione delle traccas e punti informativi per turisti e fedeli, al fine di rendere l’esperienza sicura e fruibile per tutti.
La Festa di Sant’Efisio si conferma quindi come un evento in cui si intrecciano devozione, memoria storica e riti popolari: sebbene alcune usanze siano state adattate per rispondere a esigenze contemporanee, il percorso di fede e la ricchezza delle tradizioni isolane restano al centro delle celebrazioni.



