Qual è la storia del Maschio Angioino?

Il Maschio Angioino deve il suo nome a colui che ha ideato la sua costruzione , Carlo I d’Angiò, che nel 1266, sconfitti gli Svevi, trasferì la capitale da Palermo a Napoli.

La residenza reale di Napoli era fino ad allora Castel Capuano, ma ritenuta inadeguata, il re volle edificare un nuovo castello in prossimità del mare.

I lavori furono affidati a Pierre de Chaulnes, e l’opera su completata in appena tre anni.

Successivamente i re Carlo I si trasferì lì e durante il suo soggiorno iniziò un’attività di ampliamento ed abbellimento. I forti rapporti con la Santa Sede fecero sì che il Maschio Angoino, chiamato anche Castel Nuovo, fu teatro di importanti avvenimenti storici , come l’abdicazione del Papa Celestino V e successivamente nella stessa sala i cardinali elessero Benedetto Caetani col nome di Bonifacio VIII.

Nel 1309 col Roberto il Saggio, divenne un centro di cultura, ed ospitò importanti personalità della cultura del tempo, come Petrarca e Boccaccio, Pietro Cavallini, Montano d’Arezzo e Giotto.

Nella metà del 1400 Alfonso d’Aragona, stabilì nel castello una corte da competere con la corte di Lorenzo de Medici a Firenze.

Il Castello su ristrutturato da Guillem Sagrera , architetto spagnolo.

Furono fortificate cinque torri per sottolineare il ruolo difensivo del Castello, mentre l’arco trionfale all’ingresso evidenziava l’importanza culturale del posto.

Famosa è la Sala dei Baroni, luogo dove , ai danni di Ferdinando I, si svolse la congiura capeggiata da Antonello I di Sanseverino e Francesco Coppola, Conte di Sarno.

Col pretesto di una festa di nozze il re invitò tutti i baroni, come segno di ritrovata conciliazione, ma una volta lì ordinò che tutti fossero arrestati o condannati a morte.

Con la morte di Federico II e Federico I , il regno di Napoli venne unito alla Spagna, ed il re Ferdinando il Cattolico lo costituì vicereame, divenne così presidio militare per la sua posizione strategica.

Salito al trono nel 1734 , Carlo di Borbone, ripristinò il ruolo di residenza reale ed insieme al Palazzo Reale di Piazza del Plebiscito, la reggia di Capodimonte, la villa reale di Portici e la Reggia di Caserta, divennero l’esempio più fulgido della grandezza di Napoli.

Strane leggende riguardano il Maschio Angioino, sembra infatti che i detenuti nei sotterranei scomparissero nel nulla, ciò a causa sembra di un coccodrillo che agiva liberamente tra il mare ed i sotterranei del Castello nutrendosi di prigionieri.

Oggi è sede del Museo civico e la Cappella Palatina, affrescata da Giotto è da non perdere soprattutto nei periodo estivi durante i quali il castello ospita spettacoli ed eventi culturali.

Scritto da Roberto Migliaccio
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