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Reggia di Versailles, storia e stanza degli specchi

reggia di versailles

Tra il barocco ed il neoclassico, imponente, luminosa: la reggia di Versailles è questo e molto altro.

Reggia di Versailles: una tappa fondamentale per un viaggio nella Île-de-France.

Andare in un edificio così suggestivo, già promettente per la sua caratteristica forma a ferro di cavallo angolato (evidente dalle immagini che lo ritraggono dall’alto), è una vera e propria esplorazione: una tappa obbligatoria per chi si trova vicino alla capitale della Francia.

Quest’ angolo di storia è facilmente raggiungibile dal centro di Parigi tramite i mezzi pubblici o l’automobile: arrivati sul posto sarà possibile, grazie all’aiuto di una guida, visitare ogni parte del castello centrale e del cosiddetto “Enveloppe” (gli edifici che rappresentano l’estensione del primo palazzo, da cui si dipartono i giardini), le fontane ed il Petit Trianon (costruito per volere della regina Maria Antonietta dopo la nascita dei figli), vivendo così un’esperienza che lascerà un ricordo indelebile.

Soria della Reggia di Versailles

Attualmente sotto la tutela dell’UNESCO e simbolo dell’Ancien Régime, quest’area era, in origine, riservata alle battute di caccia, tipica attività con cui i nobili erano soliti dilettarsi.

All’avvio dei lavori per la realizzazione di un complesso edilizio in questa zona per volere di Luigi XIV, la sede dei Borbone e la capitale ufficiale del regno di Francia fu trasferita da Parigi a Versailles, la quale acquisì i connotati di una cittadina: l’intenzione di partenza era quella di prevenire rischi per l’incolumità della sua vita e dei suoi congiunti, visto che sedare le ribellioni di un popolo in stato di crescente malcontento era sempre più complicato.

Tuttavia, nel frattempo, il “Re Sole” si accorse di poter controllare meglio i membri della nobiltà, dispensandoli da incarichi politici ed elargendo loro vitalizi, immobili e benefici di varia natura.

Pertanto, non era raro che gli aristocratici vivessero a Versailles con le loro famiglie, data la consistente presenza di appartamenti e stanze: sin dall’inizio, è stata teatro d’intrighi, balli di corte, trattati e ricevimenti ufficiali.

Reggia di Versailles: stanza degli specchi

Dall’incommensurabile valore storico ed artistico, la reggia di Versailles contiene delle aree che sono esse stesse delle opere d’arte: nella parte centrale, insieme al vecchio edificio, è collocato il “castello nuovo” o “Enveloppe”, sede degli appartamenti della regina, del re e dei nobili più vicini all’augusta famiglia, dove la camera del sovrano deteneva il primato d’importanza, poiché egli era tale per diritto divino.

Ma le vicende storiche e l’immaginario collettivo hanno determinato un’associazione di idee più immediata e ricorrente: la stanza degli specchi, pur essendo comunicante ed attigua all’appartamento del sovrano, è la prima zona che viene in mente appena si parla di Versailles.

Strutturata come una galleria, lo stile barocco riecheggia in questa sala lucente ed in sintonia con la maestosità del resto della struttura: il soffitto è impreziosito da dipinti veramente suggestivi, da cui pendono lampadari luccicanti di cristalli; tra le pareti adornate di specchi e di motivi murali a stucco, si possono ammirare i quadri di Madame Elisabeth Vigée Le Brun (colei che ha immortalato varie volte la regina Maria Antonietta d’Asburgo, consorte di Luigi XVI) ed una serie di statue in legno laccato in oro.

Tale lusso era il riflesso della magnificenza dell’Ancien Régime; nonostante ciò, tale luogo era solo un punto di passaggio da una zona all’altra della reggia, solitamente per andare verso la chiesetta locale.

Essa, inoltre, era un punto di ritrovo sia per chi vi abitava, sia per quei nobili che accorrevano da ogni parte della Francia per fare le loro richieste al re.

La stanza degli specchi era adibita raramente a cerimonie, se non per suggellare importanti accordi diplomatici e festeggiare le solenni cerimonie nuziali dei membri della famiglia reale. In quelle occasioni, il trono del sovrano veniva collocato su una pedana, in fondo al lungo corridoio della galleria: musica ricercata, cibi raffinati ed aristocratici dai vestiti lussuosi e all’ultima moda animavano così la galleria. Da visitare!

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