Retrospettiva su Mimmo Rotella a Palazzo Ducale: il décollage e oltre

A Palazzo Ducale di Genova una rassegna unica racconta i sessant'anni di ricerca di Mimmo Rotella, dal primo lavoro del dopoguerra alle ultime sperimentazioni, con un'attenzione particolare al décollage e alle tecniche miste.

A Genova, nelle sale medievali di Palazzo Ducale, si svolge la mostra che ripercorre la produzione di Mimmo Rotella dal 1945 al 2005, curata da Alberto Fiz e realizzata in collaborazione con la Fondazione Mimmo Rotella. L’esposizione, in programma dal 24 aprile al 13 settembre 2026, riunisce più di cento opere provenienti da musei, fondazioni e collezioni private e propone un itinerario cronologico e tematico che mette al centro il rapporto tra arte, immagine e società dei consumi.

Fin dai primi fogli giovanili emerge il filo conduttore di una pratica che trasforma lo strappo in linguaggio.

Il cuore della retrospettiva: il gesto del décollage

Al centro del percorso si trova il décollage, il gesto emblematico di Rotella che trasforma il manifesto pubblicitario urbano in opera d’arte.

Qui lo strappo come atto estetico non è solo un’azione meccanica, ma una strategia per mettere a nudo la componente frammentaria dell’immagine, costringendo lo spettatore a rielaborare il senso. Tra i lavori in mostra compaiono pezzi storici degli anni Sessanta, opere presentate alla Biennale di Venezia del 1964 e decollage monumentali che testimoniano la potenza visiva del procedimento.

Décollage: tra politica e consumismo

Il décollage di Rotella assume un valore sia estetico sia critico: smantella l’apparato pubblicitario e mette in evidenza la vulnerabilità delle icone popolari. In molti lavori la figura di celebrità come Marilyn diventa simbolo del consumo culturale, mentre la tecnica stessa si fa strumento di lettura della modernità.

Questo approccio rende evidente la capacità dell’artista di leggere e anticipare le trasformazioni dell’immagine mediatica.

Tecniche, periodizzazioni e sperimentazioni

La mostra è articolata in sezioni che illustrano le diverse fasi linguistiche della carriera di Rotella: dalle prove astratto-geometriche del dopoguerra agli artypos, dagli effaçages alle tele emulsionate, fino alle sovrapitture e alle opere su lamiera degli anni successivi. Ogni tecnica viene presentata come risposta a specifiche urgenze espressive: l’uso del frammento e del segno è coerente con il tentativo di decostruire e ricomporre l’immagine contemporanea.

Anni di piombo e documentazione mediatica

Un nucleo significativo è dedicato alle reazioni di Rotella agli eventi storici, con opere che rielaborano la cronaca degli anni di piombo attraverso riporti fotografici su tela emulsionata. Qui l’artista abbandona in parte l’immaginario delle celebrità per confrontarsi con la violenza e la rappresentazione mediatica del terrorismo, usando il linguaggio visivo per riflettere sull’influenza dei media sulla percezione collettiva.

Materiali d’archivio e documenti

Oltre alle opere, il percorso espositivo è arricchito da materiali d’archivio, fotografie e video che restituiscono il contesto performativo e pubblico dell’attività di Rotella, tra cui documentazioni della performance Il rito della lacerazione realizzata a Palazzo Ducale nel 2004. Questi elementi aiutano a comprendere non solo le opere, ma anche l’attitudine sperimentale e la dimensione partecipativa del suo lavoro.

Perché visitare la mostra

La retrospettiva offre una rara opportunità di vedere insieme capolavori e sperimentazioni meno note, come grandi decollage su lamiera e lavori tipografici che testimoniano il dialogo di Rotella con la Pop Art e il Nouveau Réalisme. Visitare la mostra significa seguire un percorso che racconta la nascita e l’evoluzione della società dell’immagine, osservando come un artista italiano abbia trasformato il gesto distruttivo in un atto creativo capace di rivelare la realtà sottostante alle immagini consumate.

Il catalogo bilingue accompagnerà il visitatore con saggi critici e apparato iconografico, mentre l’allestimento curato nelle sale di Palazzo Ducale propone un dialogo tra antico e contemporaneo. La rassegna, prodotta da Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura in collaborazione con la Fondazione Mimmo Rotella e con il supporto di MetaMorfosi Eventi, conferma la centralità di Rotella nella storia dell’arte del Novecento e la sorprendente attualità del suo sguardo nella contemporaneità dei media.

Scritto da Giulia Fontana

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