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Rio Grande, cosa sapere sul fiume

rio grande

Rio Grande, un fiume importante che segna il confine tra Messico e Stati Uniti.

Rio grande, ai cultori di western ricorda orizzonti sconfinati e avventure di cowboys. La realtà del fiume è molto più prosaica dal 1845, anno in cui è passato a segnare il confine tra Messico (dove è chiamato Rio Bravo) e Stati Uniti. Nella cronaca e nell’immaginario comune, il fiume ha assunto un ruolo di primaria importanza.

Rio Grande, confine

Il territorio desertico che il fiume Rio Grande, con un percorso un po’ più lungo del Danubio, attraversa non appare a prima vista molto diverso tra le due sponde. Il regime idrologico piuttosto scarso, a dispetto dell’ampiezza del bacino, non lo rende certo un ostacolo naturale insuperabile.

In effetti, all’epoca della dominazione spagnola sul Texas, esso caratterizzava un territorio sostanzialmente omogeneo come caratteristiche delle popolazione ed attività economiche.

L’acquisizione piuttosto fortunosa da parte degli Stati Uniti di tutta la fascia di territori a nord del Rio Grande ha comportato un notevole mutamento nelle caratteristiche del territorio.

A lungo separati da un confine che era possibile attraversare soltanto nella località dal nome evocativo di El Paso, i territori appartenenti al Texas e al Messico hanno subito nel corso del Novecento uno sviluppo del tutto diverso. L’impetuoso sviluppo economico dello stato a stelle e strisce ha attirato sempre più i traffici, anche illeciti, tra le due sponde del fiume, ed ha limitato un’impetuosa immigrazione, i cui effetti e le cui prospettive incidono profondamente sul dibattito pubblico degli interi Stati Uniti.

Le differenze tra le popolazioni che vivono nei due territori sono notevoli.

Non tanto per la composizione etnica e la lingua – in Texas lo Spagnolo è dominante e tende a sostituirsi anche all’inglese nell’uso corrente – quanto per il tenore di vita e la mentalità.

Senza dubbio lo stereotipo del texano alla Dallas, con il suo esasperato individualismo, va superato, come quello del messicano indolente e bonario. Ma la differenza di livello economico, inconsueta tra due territori limitrofi, ha indotto a sottolineare le diversità e i conflitti.

Rio Grande: luogo di incontri e conflitti.

Il muro di confine che si è cominciato a costruire dopo il Duemila segue per buona parte il corso del fiume Rio Grande, e costituisce un simbolo della separazione che esiste tra le due sponde. Per quanto il fiume percorra una zona per lo più desertica, esso delimita zone in cui le tensioni sono molto forti, e il bisogno di un controllo è costante ed ha ampie ripercussioni sulla politica dei due Stati confinanti.

La richiesta di manodopera da parte della società americana, e in particolare del Texas, Stato economicamente molto prospero e in cui le aziende di medio-piccola grandezza sono molto diffusa, costituisce un ovvio richiamo sulle regioni depresse del nord del Messico.

Inoltre, la diffusione della criminalità, che ha raggiunto livelli allarmanti, nella regione ha preso frequentemente il traffico di esseri umani e le attività connesse come pretesto per la diffusione di attività criminali. Oggi, attraversare il confine è piuttosto problematico, anche per la grande attenzione dei media agli incidenti purtroppo frequenti che accadono in prossimità di esso.

Rio Grande, avvenire

Senza dubbio, la questione dell’emigrazione messicana negli Stati Uniti ha assunto una risonanza molto ampia, che va al di là dell’importanza della regione del Rio Grande.

Per gli Americani, il controllo del confine sud costituisce ormai una vera e propria priorità nazionale. Il governo messicano, da parte sua, non ha mostrato finora un’attitudine molto collaborativa al riguardo, anche a causa dei dissensi clamorosamente emersi tra i due paesi sulle questioni di politica economica.

Il futuro della regione del Rio Grande va considerato senza dubbio in continuità con gli sviluppi della questione migratoria.

Posto al confine tra il mondo latino-americano e quello statunitense, il fiume può certamente costituire un luogo di interscambio e di incontro tra popoli e sensibilità diverse.

Per ora, l’obiettivo resta piuttosto quello di contenere tensioni e conflitti che dalla difficile collocazione strategica possono scaturire.

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