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Nel cuore della bassa pianura friulana, in provincia di Pordenone, si trova un borgo che combina con naturalezza storia, spiritualità e paesaggio: Sesto al Reghena. Passeggiando tra le sue vie si percepisce la presenza viva di un passato monastico che ha segnato l’identità del territorio, e allo stesso tempo si scoprono angoli naturali legati ai corsi d’acqua che hanno alimentato l’economia locale per secoli.
Questo equilibrio tra memoria e ambiente rende il luogo ideale per chi cerca una visita lenta, lontana dai ritmi turistici più frenetici.
Il borgo ha ricevuto un riconoscimento istituzionale che valorizza le buone pratiche locali: nel contesto della seconda edizione del Premio Livio Scattolini de I Borghi più belli d’Italia è stato segnalato nella categoria “Borgo Attrattivo”, menzione collegata allo sviluppo di progetti capaci di contrastare lo spopolamento e di rafforzare l’identità.
Il premio è stato assegnato a Corinaldo (AN) il 18 aprile 2026, evidenziando la virtù degli interventi messi in campo anche nel territorio friulano.
L’abbazia e il centro storico
Al centro della vita del paese si impone la Abbazia di Santa Maria in Sylvis, fondata nella prima metà dell’VIII secolo e oggi considerata uno dei più rilevanti complessi monastici del Nord-Est italiano.
La basilica, con le sue influenze romanico-bizantine, conserva un ciclo di affreschi trecenteschi attribuiti alla scuola di Giotto che catturano l’attenzione per intensità e qualità pittorica. Attorno all’abbazia si sviluppa un tessuto urbano di case in pietra, portici e piccole piazze, con al centro Piazza Castello, luogo che invita a una passeggiata contemplativa tra architettura e storia quotidiana.
Capolavori e spazi sacri
Dentro il complesso abbaziale si trovano elementi che raccontano secoli di vita religiosa e civile: la torre d’ingresso nota come Torre Grimani risale alla fine del Quattrocento, la residenza dell’abate oggi ospita il municipio, mentre la cripta custodisce l’urna di Santa Anastasia insieme a opere devozionali come la Pietà e l’Annunciazione. Un percorso espositivo espone reperti e sculture che vanno dall’epoca romana al Medioevo, offrendo una lettura stratificata della storia locale e del ruolo esercitato dalla comunità monastica.
Il borgo attorno all’abbazia
Il centro storico che circonda l’abbazia mantiene un carattere raccolto: vicoli, portici e piccole piazze si alternano a botteghe e case in pietra, contribuendo a un’atmosfera intima. Lungo le rive del fiume Reghena si aprono scorci particolarmente fotografici, dove la natura si intreccia con tracce storiche, invitando a percorsi a piedi o in bicicletta. Questo intreccio tra architettura sacra e paesaggio fluviale è uno dei tratti distintivi di Sesto al Reghena.
I mulini e il rapporto con l’acqua
La presenza dell’acqua ha modellato l’economia e i ritmi del borgo: antichi mulini ad acqua segnalano una tradizione di macinazione strettamente connessa all’abbazia. L’acqua non è stata solo risorsa, ma anche fonte di energia e motore della convivenza tra comunità rurale e istituzione monastica. Oggi le rive raccontano ancora questa storia, con interventi di recupero che mettono in luce tecniche e sistemi produttivi che per secoli hanno sostenuto la vita locale.
I Molini di Stalis
Tra gli esempi più suggestivi spiccano i Molini di Stalis, situati lungo il fiume Lemene. Questi edifici, con origini documentate nel Medioevo e legati alla proprietà e all’organizzazione economica dell’abbazia, sono stati oggetto di restauri che ne hanno preservato l’aspetto storico e la funzione evocativa. Passeggiare lungo le rive permette di osservare le ruote, i canali e le strutture che trasformavano il flusso d’acqua in lavoro, offrendo un affascinante spaccato di vita contadina e industriale preindustriale.
Come arrivare e consigli pratici per la visita
Posizionato nella provincia di Pordenone, vicino al confine regionale con il Veneto, Sesto al Reghena è comodamente raggiungibile in auto tramite l’autostrada A28, con uscita indicata per il paese dallo svincolo di Portogruaro. La stazione ferroviaria di riferimento è Portogruaro-Caorle sulla linea Venezia-Trieste, da cui partono servizi di autobus e taxi. Gli aeroporti più agevoli per i visitatori sono quelli di Venezia e Trieste. La posizione permette sia escursioni giornaliere sia soggiorni più lunghi per esplorare il territorio circostante.



