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Falò in spiaggia? Attenzione, multe salate in arrivo

falò

In molte spiagge italiane sono severamente vietati i falò in riva al mare. I trasgressori possono essere puniti con multe salate fino a mille euro.

D’estate è tempo di mare. Chi non vorrebbe trascorrere le vacanze in qualche spiaggia a rilassarsi un po? Magari approfittarne per farsi una nuotata rinfrescante, godersi un bel drink al tramonto e magari una festa in spiaggia la sera? Ma se stavate pensando di corredare il tutto con un bel falò in riva al mare è bene che sappiate che potreste pentirvene. Infatti in molte spiagge italiane è severamente vietato accendere un fuochi. Le multe per i trasgressori inoltre sono davvero salate.

Falò vietati in tutta Italia

Forse in tanti già lo sospettavano, ma la cosa è ufficiale: questa pratica è categoricamente proibita nella maggior parte delle spiagge di Italia. Perché? Prima di tutto perché un fuoco acceso, specialmente se lasciato in mani inesperte ed esposto al vento può facilmente sfuggire di mano e rappresentare un serio pericolo per le persone e per il territorio circostante. In secondo luogo i residui di cenere e tizzoni possono inquinare e deturpare l’ambiente e inoltre possono costituire un serio rischio per i passanti che possono calpestare schegge di legno e carboni ancora accesi.

Se tutto ciò non vi ha ancora convinti sappiate che la legge parla chiaro: indipendentemente dalla grandezza del falò, chiunque provoca un incendio rischia da tre a sette anni di reclusione anche se il fuoco viene appiccato su oggetti propri, sempre che tale comportamento possa comportare un pericolo per l’incolumità pubblica.

Ad ogni modo le sanzioni variano da caso a caso e a seconda del luogo in cui ci si trova ma vi basti sapere che le multe possono arrivare anche fino a mille euro.

L’esempio di Mezzavalle

Alcuni luoghi marittimi specialmente quelli più a rischio stanno mettendo in atto delle contromisure per cercare di arginare il problema degli incendi. Per esempio il comitato di Mezzavalle, una spiaggia in provincia di Ancona che si trova nei pressi di un parco naturale, ha posizionato numerosi cartelli che avvisano i turisti del divieto esplicito di accendere fuochi. Sono inoltre indicati tutti i numeri di telefono da chiamare in caso di avvistamenti di incendi (Guardia Costiera, Vigili Urbani, Vigili del Fuoco e Carabinieri).

Non solo in Italia

Il problema dei falò sulla spiaggia è presente anche all’estero e in tanti si stanno mobilitando per contrastarlo. Nel giugno 2018 è avvenuto un fatto che ha sensibilizzato ancora di più l’opinione pubblica rispetto ai problemi che un fuoco incustodito può creare alla collettività.

Un bambino di soli 4 anni, Mattehw Mills si trovava sulla Swansea Bay nel Galles con la sua famiglia quando ha inavvertitamente calpestato dei tizzoni ardenti. Come ha raccontato la madre:

Erano circa le 17 di domenica quando siamo andati in spiaggia, non c’era quasi nessuno. I miei tre bambini sono andati a giocare insieme a quelli del nostro amico. Li ho visti andare a raccogliere alcune conchiglie, e poi Matthew ha iniziato a urlare.

Il piccolo Matthew ha calpestato i resti di un barbecue sulla spiaggia. Le sue ferite guariranno anche se per un po di tempo farà fatica a camminare. Visto l’enorme quantità di pericoli rappresentati da un banale falò, l’idea di vietarli non è poi così sbagliata.

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