I tarocchi, nati come raffinato passatempo nelle corti milanesi del Quattrocento, oggi sono protagonisti di una grande mostra alla Morgan Library di New York. Fino al 4 la mostra Tarot! Renaissance Symbols, Modern Visions ripercorre sei secoli di storia, dalle origini rinascimentali alle reinterpretazioni contemporanee.
Questa esposizione rappresenta un evento unico, poiché riunisce per la prima volta in Nord America la maggior parte delle carte figurate del celebre mazzo Visconti-Sforza creato per celebrare l’unione tra due delle più potenti famiglie milanesi. Il mazzo, attribuito a Bonifacio Bembo è considerato il più importante esempio superstite di tarocchi rinascimentali.
Un tesoro artistico e storico
La mostra è il frutto di una collaborazione transatlantica che raccoglie il testimone dalla rassegna appena conclusa all’Accademia Carrara di Bergamo. Nel 1911, il finanziere J.P. Morgan appassionato di solitari e tradizioni esoteriche, acquistò 35 carte del mazzo Visconti-Sforza dagli antiquari parigini Hamburger Frères che le avevano a loro volta comprate dal conte bergamasco Alessandro Colleoni.
Altre 26 carte finirono all’Accademia Carrara, mentre le restanti rimasero agli eredi della famiglia.
Grazie al prestito del museo bergamasco, sono ora riunite a New York 45 carte figurate provenienti dalle due istituzioni. Affiancati da altri esemplari del mazzo Visconti di Modrone oggi conservato a Yale e dal mazzo Brambilla della Pinacoteca di Brera i tarocchi rinascimentali ricostruiscono il contesto di un sofisticato gioco di corte basato sulle strategie, simile agli scacchi, e popolato dalle allegorie degli Arcani Maggiori Amore e Morte, Fortuna, Tempo e Follia, il Matto, l’Imperatore, la Papessa, la Ruota della Fortuna.
Dalla corte milanese alla cultura pop
Come ha ricordato il direttore della Morgan, Colin Bailey solo alla fine del Settecento in Francia quelle immagini furono reinterpretate come strumenti per leggere la sorte. La mostra porta i tarocchi nel presente: letture di carte saranno offerte in speciali serate su prenotazione.
La rassegna prosegue raccontando come nel Novecento i tarocchi abbiano ispirato la ricerca di linguaggi alternativi. Dal revival dell’occulto in Gran Bretagna, ai surrealisti fino alla controcultura americana degli anni Sessanta e Settanta, le carte diventarono un repertorio di simboli e archetipi per artisti come André BretonLeonora CarringtonRemedios Varo e Niki de Saint Phalle che nel Giardino dei Tarocchi a Capalbio ha creato un’opera iconica.
Arte contemporanea e moda
L’esposizione si conclude con un’opera commissionata all’artista britannico-nigeriano Chris Ofili che reinterpreta in chiave contemporanea la figura del Guaritore. Fuori dalle sale, un abito della prima collezione di Maria Grazia Chiuri per Dior ispirato ai tarocchi Visconti, fa da contrappunto a una rassegna di film e serie tv, a riprova di quanto l’immaginario delle carte continui a permeare la cultura pop.
L’esposizione è il punto d’arrivo di un progetto internazionale di ricerca che ha coinvolto, oltre alla Morgan, all’Accademia Carrara, Yale e Brera, anche il Met l’Art Institute of Chicago e il Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale di Torino. Per la prima volta i tre più antichi mazzi di tarocchi superstiti sono stati analizzati, confermandone le origini nella tradizione dei manoscritti miniati dell’Italia del Quattrocento.
