In più città italiane, nelle settimane di giugno, si sono svolte iniziative dedicate all’Ucraina che hanno mescolato culturasolidarietà e memoria. A Novara una giornata pubblica ha trasformato due piazze in un villaggio culturale con obiettivi concreti di raccolta fondi; a Trento la comunità greco-cattolica ha celebrato i quarant’anni di sacerdozio di padre Augustyn Babiak a Davoli la Biblioteca Vincenziana ha ufficializzato un gemellaggio con la Biblioteca pubblica di Kolomyja per promuovere scambi culturali.
Novara: festa in piazza per la costituzione ucraina e una raccolta fondi pratica
Il 28 giugno la città di Novara ha ospitato un evento che ha animato piazza Gramsci e piazza Matteotti con esposizioni, laboratori e musica, tutto con il fine dichiarato di sostenere la popolazione ucraina colpita dalla guerra.
L’iniziativa, promossa dalla parrocchia Natività di Maria Vergine in collaborazione con Holos APS e con il patrocinio del Comune, ha previsto attività lungo tutto il pomeriggio e la sera, con l’apertura alle 15 e la conclusione intorno alle 22.
Sul palco di piazza Gramsci alle 16 è intervenuto padre Yuriy Ivanyuta con la preghiera inaugurale, mentre alle 18.30 sono stati programmati gli interventi istituzionali alla presenza del Console Onorario e delle autorità territoriali.
La manifestazione ha articolato momenti di festa e riflessione: una mostra intitolata “Cuori Infranti” ha documentato la sorte dei civili ucraini detenuti in Russia attraverso lettere, testimonianze e pannelli fotografici, offrendo uno spazio di approfondimento per i visitatori.
Le piazze hanno ospitato un mercatino di artigianato con souvenir, ceramiche, icone e ricami tradizionali; per le famiglie sono stati organizzati laboratori gratuiti per decorare le uova Pysanky praticare la pittura decorativa Petrykivka e realizzare braccialetti simbolo di amicizia.
Gli stand gastronomici e l’apericena solidale hanno proposto piatti tipici come vareniki e pyrizhki oltre al kvas con ogni consumo destinato a sostenere l’invio di ambulanze e materiale sanitario in Ucraina. La giornata si è conclusa con l’accensione della Cupola di San Gaudenzio illuminata con i colori della bandiera ucraina.
Trento: quarant’anni di sacerdozio e vicinanza pastorale di padre Augustyn Babiak
Il 21 giugno la badia di San Lorenzo a Trento è stata teatro di una celebrazione ecumenica per i quarant’anni di sacerdozio di padre Augustyn Babiak leader spirituale della comunità ucraina greco-cattolica in Italia. La liturgia, ospitata sotto le navate romaniche della chiesa, ha visto la partecipazione di vescovi e sacerdoti ucraini e italiani, tra cui mons. Gregorio Komar ed esponenti della diocesi locale.
Alla cerimonia, caratterizzata da canti e simboli della tradizione orientale, è stato ricordato il servizio di padre Babiak svolto in Francia e in Italia, in particolare l’assistenza pastorale offerta negli ultimi anni ai profughi della guerra. In riconoscimento del suo impegno gli è stato conferito il titolo di protoierei e la Chiesa trentina gli ha consegnato il sigillo della diocesi come espressione di gratitudine. Il momento istituzionale si è poi spostato sul sagrato, dove volontari ucraini e gli alpini di Sardagna hanno preparato un momento conviviale simbolo di amicizia e accoglienza, alla presenza anche del sindaco di Trento Franco Ianeselli.
Davoli: gemellaggio tra la Biblioteca Vincenziana e Kolomyja per un dialogo culturale
Il 26 giugno la Biblioteca Vincenziana di Davoli ha ufficializzato un gemellaggio con la Biblioteca pubblica di Kolomyja in Ucraina. L’accordo, sostenuto dal Comune di Davoli e dalla Presidenza della Regione Calabria, nasce con l’intento di promuovere scambi culturali, memoria e cooperazione. Durante la cerimonia, moderata da Maria Antonietta Corapi, è stato avviato un collegamento con la Biblioteca di Kolomyja e sono intervenuti rappresentanti consolari, con la partecipazione del Console ucraino a Napoli Larisa Polishchuk.
Il direttore della Biblioteca Vincenziana, Aldo Marcellino ha descritto il gemellaggio come l’inizio di un percorso di amicizia destinato a rafforzare la lettura, l’inclusione sociale e il dialogo tra comunità. Il programma ha incluso contributi accademici, tra cui l’intervento di Lucia Montesanti sull’uso della cultura come strumento d’unione, oltre a esibizioni dei cori KOLOS APS “Berehynya” e del gruppo folkloristico “I Strinari di Calabria”. La giornata si è chiusa con lo svelamento di una targa commemorativa e un momento conviviale aperto alla cittadinanza.
Queste tre iniziative, pur differenti per forma e scala, condividono un nucleo comune: utilizzare la cultura come ponte tra comunità, mantenere viva la memoria delle sofferenze legate al conflitto e trasformare la partecipazione pubblica in un aiuto concreto, attraverso raccolte fondi, gemellaggi e servizi pastorali rivolti ai più vulnerabili.
