Torre degli Asinelli di Bologna: altezza, storia e leggenda

Simbolo del capoluogo emiliano, monumento iconografico per eccellenza di Bologna: la Torre degli Asinelli.

Con i suoi 97,20 metri di altezza e 498 scalini, la Torre degli Asinelli è la torre medievale più alta d’Italia e, insieme alla sorella minore Garisenda, che svetta più piccola accanto a lei, è il simbolo di Bologna per antonomasia, insieme ai portici, tanto da regalarle l’epiteto di città della Due Torri.

Torre degli Asinelli di Bologna: la storia

Eretta verso la fine del XI secolo a scopo difensivo, e potenziata in altezza fino agli attuali 97 metri solo nel XII secolo, la Torre fu della famiglia Asinelli, in origine ghibellina e poi guelfa, che la adibì, tra i tanti usi negli anni, anche a carcere e addirittura patibolo destinato agli uomini di chiesa condannati a morte.

La sua caratteristica pendenza, visibile a occhio nudo, è dovuta al cedimento del terreno avvenuto durante la sua costruzione.

Torre degli Asinelli di Bologna: la leggenda

La tradizione orale vuole che la Torre degli Asinelli sia circondata da un’aura di romanticismo circa la sua nascita. La leggenda racconta di un contadino, del suo duro lavoro e della sua vita di stenti, e degli sforzi quotidiani per per il bene del suo unico figlio. Nel lavoro dei campi è aiutato dai suoi due asinelli, animali vivaci quanto curiosi: troveranno per caso infatti un giorno un baule pieno di monete d’oro, d’argento e di pietre preziose, che il contadino si preoccuperà di nascondere non prima di averlo chiamato il “Tesoro degli asinelli”.

Lentamente il tenore di vita suo e della famiglia migliorò, tanto che il figlio divenne presto uomo di cultura e fascino, grazie agli insegnanti che il padre riuscì a procurargli. Fascino e cultura che non bastarono da soli a coronare il sogno con la sua amata: il giovane infatti si era innamorato di una giovane appartenente ad una delle famiglie più nobili della città, famiglia che ostacolò in ogni modo la relazione, vista la differenza di ceto.

Deriso e umiliato dal padre dell’amata, il figlio del contadino ricevette da quest’ultimo un’amara provocazione: avrebbe acconsentito al matrimonio solo se il ragazzo si fosse reso protagonista della costruzione della Torre più alta di Bologna. Fu a quel punto che il contadino svelò il segreto del tesoro, che offrì al figlio per costruire quella che sarebbe diventata la Torre degli Asinelli.

Torre degli Asinelli di Bologna: la superstizione

Più ancora della leggenda, è una piccola superstizione ad essere ancora diffusa oggi, soprattutto tra gli studenti universitari.
È fatto assoluto divieto per loro di salire sulla Torre prima del giorno della laurea, pena il non conseguimento della stessa o comunque la punizione di una lunga permanenza tra i fuori corso.

Condividi