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Portici di Bologna candidati Patrimonio dell’Unesco

Portici di Bologna candidati Patrimonio dell'Unesco

I portici di Bologna puntano al riconoscimento dell'Unesco, in qualità di beni imprescindibili dell'umanità. Il verdetto è previsto per il 2021.

I portici di Bologna concorrono per il titolo di Patrimonio dell’Unesco. Il sindaco della città Virginio Merola ha comunicato di aver organizzato una squadra di tecnici. Questi ultimi si occuperanno della redazione di un dossier da presentare entro 2 anni. Il contenuto del rapporto varrà come prova finale per la candidatura dei portici come patrimonio dell’Unesco. Il responso finale è previsto per il 2021, ma i portici sono nella tentative list per la candidatura dal 2006.

I portici per l’Unesco

I portici di Bologna sono inseriti nell’elenco dei beni patrimoniali italiani candidabili dal 2006. In un saggio del 2015 sull’evoluzione dell’architettura italiana dal Medioevo alla prima Età Moderna, lo studioso Francesco Ceccarelli ha descritto come l’edificazione dei portici non sia nata a seguito di una progettazione ben definita, ma che sia dovuta a una costruzione di tipo spontaneo – se non abusivo – in epoca tardo medievale per consentire un migliore sfruttamento degli spazi.

Nel tempo, i portici medievali hanno ispirato la costruzione di altri portici, diventando così il simbolo della città.

I portici hanno sempre lasciato un segno indelebile nell’immaginario collettivo degli artisti che nel tempo hanno visitato la città di Bologna. Nella sua raccolta dedicata al proprio viaggio in Italia, lo scrittore francese Marie-Henri Beyle – noto con il nome di Stendhal – ha scritto un elogio ai portici bolognesi, esaltando la bellezza del loro spettacolo, osservato nelle ore silenziose e romantiche della sera: “Sovente, alle due di notte, rientrando nel mio alloggio, a Bologna, attraverso questi lunghi portici, l’anima esaltata da quei begli occhi che avevo appena visto, passando davanti a quei palazzi di cui, con le sue grandi ombre, la luna disegnava le masse, mi succedeva di fermarmi, oppresso dalla felicità, per dirmi: com’è bello!“.

Diventare patrimonio dell’umanità

Diventare patrimonio dell’Unesco non è un processo semplice. Dopotutto, il titolo a cui si ambisce prevede il riconoscimento di essere un bene imprescindibile per l’umanità da parte dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura.

Innanzitutto, perché un sito sia considerato candidabile deve essere presente all’interno di una tentative list. Quest’ultima consiste in un elenco redatto da un Paese sui beni del proprio patrimonio nazionale. I siti che risultano esclusi da questa lista non sono candidabili. Al fine di mantenere sempre aggiornata l’Organizzazione sui beni imprescindibili dei Paesi, l’Unesco invita i singoli Stati ad aggiornare la tentative list almeno una volta ogni 10 anni. Una volta redatta la lista, la riunione dell’annuale Convenzione dell’Unesco valuta caso per caso quali siano i siti che hanno le “carte in regola” per essere inserite nella lista.

Secondo le previsioni del sindaco di Bologna, i portici potrebbero avere finalmente la loro occasione nella Convenzione del 2021, motivo per cui la squadra dei tecnici dovrà realizzare il dossier per promuoverne la candidatura.

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