Turismo religioso, di cosa si tratta

Una vacanza è fatta per evadere e divertirsi, in alcuni casi, anche per ritrovare sè stessi come nel caso del turismo religioso.

Sin dai tempi antichi la devozione per un luogo o una divinità ha comportato lo spostamento di migliaia di persone verso quel sito sacro per devozione o per espiare una penitenza.

Tale forma di coinvolgimento, soprattutto nell’età tardo medievale e rinascimentale, era un modo per spingere i fedeli verso la religione.

Tutto ciò esiste ancora oggi: basti pensare al Cristianesimo con i pellegrinaggi a Lourdes o Fatima per chiedere delle grazie; a Santiago di Compostela oppure, per quanto riguarda l’Islam, il pellegrinaggio che ogni fedele deve fare a La Mecca almeno una volta nella vita.

Da tutto ciò sono nate molte strade che venivano utilizzate dai pellegrini unendo intere Nazioni; basti pensare alla via Francigena del Cammino di Santiago nel nord della Spagna o la via Romea, che dal centro Europa arriva a Roma passando per la costa adriatica e l’Umbria, lungo le quali vi erano strutture dedicate esclusivamente all’accoglienza.

Il pellegrinaggio soprattutto nel corso del XX secolo, è stato parzialmente sostituito dal cosiddetto Turismo Religioso che negli ultimi due decenni ha considerevolmente aumentato la sua importanza. Esso infatti è una vera e propria forma di turismo, intesa quindi come una forma di vacanza e di svago, a cui devono essere sommati in primis l’aspetto relativo alla religione ed in secundis quello artistico-culturale dei luoghi visitati.

Caratteristiche del Turismo Religioso

Il turismo religioso è una branca ben precisa di quello che viene definito Turismo Culturale, ovvero uno spostamento di persone al fine di poter conoscere culture distanti dalla propria.

In aggiunta al desiderio di conoscere e/o vedere dal vero opere, monumenti, città e musei, il Turismo Religioso aggiunge un coinvolgimento spirituale molto rilevante identificabile nella Fede dei partecipanti.

Il Turismo Religioso ha infatti come target principale la visita di specifici luoghi sacri come ad esempio Chiese, Abbazie, Santuari od Eremi che fondamentalmente hanno una importanza religiosa legata ad un fatto, un evento, un personaggio o un Santo che ne hanno caratterizzato la storia.

Proprio per la diversità relativa all’oggetto della visita, il Turismo Religioso può essere considerato come un movimento valorizzatore di tutto il patrimonio storico-culturale e naturalistico, molto più di quello generalista e culturale; ad esempio l’andare a visitare un eremo o un luogo sacro come quello di una apparizione comporta non solo un atteggiamento diverso da un punto di vista di rispetto del luogo (parlare a bassa voce, vestirsi adeguatamente ecc.) ma anche una visione a 360 gradi di tutto ciò che sta intorno a quel luogo, come la Natura e altri monumenti.

La caratteristica principale del Turismo Religioso è comunque la volontà di andare a visitare quello specifico posto per ragioni trascendenti al posto stesso; facendo un parallelismo un turista entra in una chiesa e ne ammira l’architettura e le opere in essa contenuta dopodiché esce per poter andare a visitare qualche altra cosa mentre un turista religioso per prima cosa si ferma in raccoglimento e prega e solamente dopo ne contempla le bellezze artistiche.

Le motivazioni per incominciare un viaggio verso un luogo spirituale sono quindi l’incipit fondamentale per il turista religioso, sono varie ma soprattutto esse sono strettamente personali ed assolutamente prioritarie rispetto al contorno del luogo stesso, al contrario di quelle classiche del turista standard che vuole principalmente svago e divertimento o relax.

Evoluzione del Turismo Religioso

Nell’ultimo decennio si è assistito ad una vera e propria evoluzione del Turismo Religioso; ai classici visitatori o pellegrini si sono aggiunti quelli che vengono definiti i Turisti della Fede; questi optano, per i loro soggiorni o per le loro vacanze, di alloggiare in luoghi religiosi come conventi e monasteri, principalmente, ma anche in santuari od eremi se attrezzati per questo tipo di esigenza.

Da ciò se ne deduce che il Turismo Religioso non solo ha dei margini di sviluppo molto ampi, calcolando anche il numero di strutture che potenzialmente possono offrire la loro disponibilità, ma può essere un valido traino a tutta l’economia del territorio in cui esse insistono soprattutto visto il riconoscimento che i percorsi ed i luoghi religiosi hanno avuto nel 1987 da Consiglio d’Europa.

Scritto da Redazione Online
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