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Vilnius, cosa vedere in tre giorni nella capitale della Lituania

vilnius cosa vedere in tre giorni

Meravigliosa Vilnius, capitale ricca di storia ma anche di curiosi quartieri!

Vilnius, la capitale lituana, è tra le più belle e vivaci città d’Europa, grazie al magnifico centro storico perfettamente conservato, dichiarato Patrimonio dell’UNESCO: in quella che viene definita “La Perla del Baltico” convivono infatti più stili architettonici, dal neoclassico al barocco, dal gotico al rinascimentale.

Vilnius cosa vedere in tre giorni

Giorno 1

Senamiestis è il centro storico di Vilnius e vi si accede dalla Porta dell’Aurora, unica rimasta dei nove ingressi che si aprivano sulla città nel ‘500. Varcandola ci si immette in un piccolo gioiello fatto di eleganti palazzi, cortili nascosti, piazze pittoresche e strade tortuose quali l’antichissima Via Piles che portava dritta al castello di Vilnius: era la via più importante della città, attraversata dal corteo reale e abitata da professori e nobili.

Oggi dell’antica fortezza nata nel IX secolo come dimora del Gran Duca di Lituania non resta nulla dopo l’incendio del 1400: la Torre di Gediminas, sulla quale sventola orgogliosa la bandiera della Lituania, è solo una ricostruzione fedele del 1960 e regala una vista magnifica su tutta Vilnius.

Il fulcro del centro storico è la neoclassica Piazza della Cattedrale sulla quale si affaccia la settecentesca Cattedrale dedicata ai santi Stanislao e Ladislao.

L’edificio, nato sui resti di un tempio pagano dedicato alla divinità del tuono Perkunas, mostra oggi un elegante porticato con sei colonne, sovrastato da un frontone con impressa la scena di Noè dopo il diluvio universale.

All’interno si trovano un affresco murario del XIV secolo dedicato alla Crocifissione e la barocca Cappella di San Casimiro ricca di marmi policromi.
All’esterno colpisce la pietra Stebuklas, situata tra la chiesa e il campanile curiosamente distaccato da essa: la leggenda narra che girando attorno tre volte attorno a questa lastra, ogni desiderio si esaudirà.

Quartieri di Vilnius, giorno 2

Tra le zone più caratteristiche di Vilnius c’è sicuramente il Quartiere Ebraico. Bisogna infatti considerare che prima dell’arrivo dei tedeschi nel 1941, la città era talmente popolata di ebrei da essere considerata una piccola Gerusalemme.

Con l’occupazione nazista furono creati due ghetti, fino a quando furono praticamente decimati nelle foresta di Panerai che circonda Vilnius.

Merita una visita la bellissima Sinagoga Corale costruita in stile moresco, risparmiata dai nazisti che credevano fosse un semplice magazzino.
Imperdibile poi Uzupis, il quartiere più strambo d’Europa affacciato sul fiume Vilnia: quello che oggi è ritrovo di artisti, intellettuali e bohémien, un tempo era una zona poco raccomandabile.

Le case erano vendute a poco prezzo e potevano permettersele solo gli artisti più indigenti. Così Uzupis è diventata una città a parte, con una sua bizzarra e divertentissima Costituzione che si può leggere sulle mura in Via Paupio: libertà di amare, di avere l’acqua calda, di essere felici o infelici, di essere originali e persino libertà di essere un cane!

Un po’ di storia, giorno 3

Simbolo dell’attaccamento di Vilnius al cattolicesimo è la Chiesa di Sant’Anna, tanto ammirata dallo stesso Napoleone e spettacolare nel suo stile gotico fiammeggiante e i suoi 33 mattoni dipinti a mano.

C’è poi la suggestiva Collina delle Tre Croci, luogo del martirio di sette monaci francescani: le monumentali croci sono solo copie di quelle quattrocentesche e furono realizzate nel 1989, dunque dopo la caduta del Muro di Berlino.

Strettamente legato alla storia drammatica del popolo lituano è infine il Museo del Genocidio, sito nello stesso palazzo che fu sede della GESTAPO e del KGB: è dedicato a tutti i lituani uccisi e deportati durante l’occupazioe russa avvenuta tra il 1944 e il 1960.

È un luogo inquietante che, tra documenti, uniformi e foto, permette di scoprire una pagina nera vissuta da questo paese.

Particolarmente toccanti sono i sotterranei, tra prigioni, sale delle torture e persino la stanza dell’origliatoio, nella quale il poliziotto ascoltava le conversazioni dei passanti, in cerca di possibili traditori.

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