La Burano milanese nel quartiere operaio, oggi attrazione turistica

Nota come la "burano milanese", il vecchio villaggio operaio diventa un'attrazione turistica tra casette colorate e vicoli pittoreschi.

Un quartiere che riprende vita e diventa meta turistica, famosa ormai come la Burano milanese. Parliamo del villaggio operaio di Via Lincoln, nel capoluogo lombardo.

La Burano milanese: case colorate

Un po’ Burano, un po’ Notting Hill, il villaggio operaio di Milano è diventato una vera e propria attrazione turistica.

La zona di cui stiamo parlano si trova in Via Lincoln, a pochi passi dalla Piazza 5 Giornate, nel quartiere Giardino. Le casette colorate e le piccole stradine portano il visitatore fuori dal tempo, lungo un susseguirsi di vegetazione e villette colorate, un’oasi segreta di poesia, colore e natura.

Un mix tra un borgo ligure e Portobello Road, questa stradina è composta da villette multicolore dalle tonalità pastello. Tutte le villette sono a due piani, hanno un piccolo giardino privato e le persiane alle finestre.

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Ma scopriamo l’evoluzione storica di questo splendido angolo della città, lontano dalla vita frenetica.

Via Lincoln

Storia del quartiere

La storia della Burano lombarda inizia negli anni ’80 dell’Ottocento. Vicino a corso Ventidue Marzo all’epoca vi era un’area dismessa.

Qualche anno prima era stata abbattuta la stazione ferroviaria di Porta Tosa, diventata inutile perché nel frattempo era stata costruita la Stazione Centrale in piazza Repubblica. Questa, infatti, aveva sostituito anche Porta Nuova. La cooperativa, quindi, chiese al governo di acquistare qualche migliaio di metri quadri, ma il governo suggerì una strada più semplice: l’acquisto dell’intera area, circa 100 mila metri quadri.

Il presidente della Seao, l’avvocato e deputato della Sinistra Storica Riccardo Pavesi, accettò.

Quindi, la cooperativa versò 270.120 lire dell’epoca. La “Città Ideale” poteva quindi essere realizzata.

A quei tempi non esistevano le “case popolari” e quella delle nascenti cooperative edilizie era l’unica soluzione abitativa a buon mercato rispetto agli affitti liberi. Il ragionamento era semplice: la somma degli affitti pagati da un certo numero di operai poteva costituire un capitale per edificare case a buon mercato. Tanto valeva quindi metterli insieme, in forma di quote di cooperativa.

Negli anni, gli abitanti hanno iniziato ad abbellire l’area, scegliendo i colori più brillanti e particolari per rendere uniche le facciate delle diverse abitazioni. Il risultato è uno splendido effetto arcobaleno, tanto che il quartiere è spesso ricordato come il Quartiere Arcobaleno di Milano.

In seguito la Seao vendette le abitazioni di via Lincoln che, ora, hanno prezzi di mercato decisamente alti.

Scritto da Ilenia Albanese
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