Domus Aurea: dove si trova e la sua storia

Domus Aurea a Roma, la sua storia

L’imperatore Nerone non considerava Roma la bella metropoli che desiderava, anzi gli sembrava, ai suoi occhi, talmente brutta e con un piano urbanistico così sbagliato, che l’unica soluzione per cambiare la capitale e renderla come desiderava lui, era appiccare un grande incendio che nel 64 d.C.

distrusse tre quarti della città.

Ovviamente considerata l’indole viziata di Nerone, fece ricadere la colpa sul popolo cristiano, che ai tempi fu perseguitato e torturato, tanto che tra loro persero la vita gli apostoli Pietro e Paolo, che diverranno poi i santi patroni di Roma.

Questo devastante incendio durò sette giorni e sei notti ed immediatamente l’imperatore pensò subito di far erigere nel centro della città, nella zona che si estendeva dal colle Palatino a quello Equilino, una maestosa residenza “la Domus Aurea” che in latino significa “la casa d’oro” per rimarcare la sua potenza e sottolineare la sua austerità di imperatore.

La Domus Aurea: storia e creazione

Denominata casa d’oro perchè, per la sua costruzione, fu utilizzato molto di questo metallo nobile. L’idea di Nerone era quella di rinnovare l’intera capitale e di darle il nome di “Neropolis” secondo il modello ellenico di Alessandria, con strade larghe e piazze immense su base ottagonale.

Le stanze e le gemme della Domus Aurea

Distrutta ormai, la sua prima reggia la “Domus Transitoria“, definita così perchè permetteva di transitare dal Palatino all’Esquilino.

Nerone affidò i lavori agli architetti Celere e Severo, per la costruzione della nuova reggia, la Domus Aurea. Il palazzo si estendeva per moltissimi ettari di terreno e comprendeva 300 stanze, che si usavano solo per feste e divertimenti. Le pareti erano impreziosite da gemme e pietre preziose, le pareti erano d’orate e finemente decorate con stucchi, al centro della residenza imperiale sorgeva uno grandissimo lago artificiale. Mentre i soffitti erano mobili dei veri gioielli dell’ingegneristica antica.

La Domus Aurea era definita una stravagante ed opulenta reggia, il suo nome lo deve anche alla grande cupola che la sovrasta, oggi l’archeologo Carandini l’ha definita “la Versailles nel cuore di Roma“. Sui muri ci sono ancora molti dipinti ed intarsi in avorio con piscine, fontane maestose e marmi colorati.

Una curiosità sulla Domus Aurea, anche se era tanto grande, non sono mai state ritrovate tracce di camere da letto, bagni nemmeno di cucine.

I Giardini della Domus Aurea

La reggia inoltre era completata da parchi, vigne e pascoli dove vivevano sia animali selvatici che domestici, una grande quantità di edifici separati tra loro da giardini.

La distruzione della Domus Aurea

Dopo la morte di Nerone i terreni vennero restituiti alla popolazione, gli successe l’imperatore Vespasiano, che distrusse gran parte della Domus Aurea e prosciugò il lago artificiale. Sulle fondamenta del lago, il nuovo imperatore, costruì il Colosseo. Dal 2007 è aperta ai turisti limitando le visite ed indossando il casco di protezione, la visita prevede la sala Ottagonale, la Cupola che possa essere ruotata con il sole e tutta la parte affascinante e sotteranea.

Scritto da Caterina Bianco
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