La curiosa Fontana del Porcellino di Firenze e la sua leggenda

La leggenda della Fontana del Porcellino di Firenze e perché è considerato un portafortuna.

Qual è la leggenda della famosa Fontana del Porcellino di Firenze e perché viene considerata un portafortuna? Tutte le curiosità e l’interessante storia di uno dei simboli della città toscana.

Fontana del Porcellino di Firenze: la leggenda

La fontana del Porcellino è uno dei monumenti più popolari e fotografati di Firenze, situata a margine della loggia del Mercato Nuovo, vicino al Ponte Vecchio.

La curiosa scultura è considerata una delle statue portafortuna più famose d’Italia, nonché tappa obbligatoria durante la visita alla città fiorentina. Non sono in molti, tuttavia, a conoscere le origini della leggenda, e le curiosità che ruotano attorno al simpatico porcellino che, come vedremo, porcellino non è.

Scopriamo, quindi, la storia e le particolarità di questo monumento, tanto amato dai superstiziosi.

Porcellino

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La storia e le curiosità

Il nome popolare della statua bronzea del “Porcellino”è stato assegnato impropriamente perché raffigura, in realtà, un cinghiale. La statua deriva da una copia romana di un marmo ellenistico, che papa Pio IV donò a Cosimo I nel 1560. Ciò avvenne in occasione della sua visita a Roma.

Dell’originale marmoreo, che oggi si trova agli Uffizi, Cosimo II de’ Medici fece fare una copia in bronzo a Pietro Tacca nel 1612.

L’obiettivo di Cosimo II era quello di destinare la copia per abbellire palazzo Pitti. Il modello in cera risale al 1620 circa, mentre la fusione fu eseguita solamente intorno al 1633. Nonostante fosse una copia, la resa di dettagli naturalistici come il pelo dell’animale rivela la straordinaria capacità come bronzista del Tacca. Egli fu, infatti, il migliore allievo di Giambologna.

Alcuni anni dopo la fusione Ferdinando II de’ Medici decise di trasformare l’opera in una fontana collocata sotto la loggia del Mercato Nuovo dal 1640.

Fontana

La leggenda

La fontana, in quanto dispensatrice di acqua, è ed era considerata una sorgente di benessere. Per bere dalla fontana occorre appoggiarsi sul naso dell’animale, per questo il suo muso risplendeva, anche in passato, per il continuo sfregamento delle mani.

Secondo la tradizione popolare, toccare il naso del Porcellino porta fortuna a turisti e residenti. Infatti, il muso risplende per la continua lucidatura quotidiana di migliaia di mani. La procedura completa per ottenere un buon auspicio consiste nel mettere una monetina in bocca al Porcellino dopo averne strofinato il naso. Se la monetina, cadendo, oltrepassa la grata dove cade l’acqua porterà fortuna, altrimenti no. In realtà l’inclinazione è tale che solo le monete più pesanti cadano facilmente nelle fessure.

Oggi, i proventi della raccolta delle monete dalla fontana sono interamente devoluti all’Opera della Divina Provvidenza Madonnina del Grappa.

Scritto da Ilenia Albanese
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