Fusione tra Sea e Sagat: il Nord-Ovest verso un nuovo polo aeroportuale

Il settore aeroportuale italiano è in fermento con la possibile fusione tra Sea e Sagat, che potrebbe creare un nuovo polo nel Nord-Ovest

Il panorama aeroportuale italiano è in piena trasformazione, con una serie di fusioni e acquisizioni che stanno ridefinendo il settore. Tra le operazioni più rilevanti, spicca la possibile integrazione tra Sea Aeroporti che gestisce gli scali di Milano Malpensa e Linate e Sagat società che controlla l’aeroporto di Torino Caselle.

Questa operazione potrebbe dare vita a un nuovo polo aeroportuale nel Nord-Ovest del Paese, rafforzando la competitività e l’efficienza degli scali coinvolti.

Il progetto di fusione tra Sea e Sagat

La notizia della possibile fusione è emersa a metà agosto e dovrebbe essere discussa a settembre dai soci coinvolti.

Tra questi, il Comune di Milano che detiene il 54,8% di Sea, e F2i che tramite 2i Aeroporti possiede il 45% di Sea e il 100% di Sagat. L’operazione è in linea con il Piano Nazionale degli Aeroporti 2026-2035 che promuove lo sviluppo degli scali regionali e secondari.

L’integrazione non dovrebbe modificare l’attuale assetto azionario di Sea, con il Comune di Milano che manterrebbe la sua posizione di azionista di maggioranza. Sea ha chiuso il 2026 con ricavi per 876,8 milioni di euro, un ebitda di 403,3 milioni e un utile netto di 190,6 milioni.

Nel frattempo, Sagat ha registrato un utile di 6,8 milioni e un ebitda di 11,9 milioni, con un traffico passeggeri in crescita del 6,7% rispetto al 2026.

Il contesto nazionale delle fusioni aeroportuali

La possibile fusione tra Sea e Sagat è solo una delle tante operazioni in corso nel settore aeroportuale italiano. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha approvato un nuovo Piano Nazionale degli Aeroporti che stimola aggregazioni e sinergie tra scali vicini per ottimizzare la rete e l’intermodalità. Questo, insieme al piano di privatizzazioni nazionale, sta modificando rapidamente gli assetti societari dei concessionari degli scali italiani.

Due colossi stanno muovendo le fila delle principali operazioni: Mundys holding italiana attiva nel settore dei trasporti, e il fondo F2i SGR gestore indipendente di fondi infrastrutturali. Mundys controlla già gli scali di Fiumicino e Ciampino tramite Adr mentre F2i è coinvolta nella fusione tra Sea e Sagat e sta studiando altre integrazioni, come quella tra Napoli e Milano.

Le ambizioni di F2i e Mundys

F2i, attraverso 2i Aeroporti, controlla anche la maggioranza di Gesac il gestore di Capodichino e Salerno e sta lavorando alla creazione di un polo unico aeroportuale in Sardegna che includerebbe anche Sogaer la società che gestisce l’aeroporto di Cagliari. Se tutto andrà come previsto, F2i potrebbe gestire oltre un terzo del traffico aereo nazionale entro la fine del decennio.

Mundys, d’altra parte, è la favorita nella corsa per la privatizzazione di Sac la società che gestisce Catania e Comiso. Se l’operazione andrà a buon fine, potrebbe pensare di creare un polo unico siciliano, acquisendo anche Palermo. Inoltre, ci sono indizi di una possibile convergenza tra Adr e Aeroporti di Puglia che comprenderebbe gli scali di BariBrindisi e Foggia.

Le prospettive per il nuovo polo aeroportuale del Nord-Ovest

L’integrazione tra Sea e Sagat potrebbe creare un sistema aeroportuale coordinato, capace di gestire in modo più efficace investimenti, infrastrutture, collegamenti e rapporti con le compagnie aeree. Questo modello è già stato adottato da F2i in Sardegna e potrebbe permettere di rafforzare la capacità contrattuale nei confronti dei vettori, programmando le rotte in maniera complementare.

Se l’operazione andrà in porto, il nuovo polo arriverebbe a circa 47,3 milioni di passeggeri e a ricavi complessivi vicini ai 940 milioni di euro. Tuttavia, l’operazione presenta uno squilibrio evidente: Sea genera la maggior parte dei risultati, con 42,3 milioni di passeggeri e 876,8 milioni di euro di ricavi, mentre Caselle ha movimentato circa 5 milioni di viaggiatori, registrando 63,5 milioni di ricavi.

Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala ha manifestato interesse per l’integrazione, purché produca benefici economici e sociali per entrambi i territori e non alteri l’attuale struttura proprietaria di Sea. Per Torino, invece, il progetto viene seguito con prudenza, con l’obiettivo di capire se Caselle potrà crescere senza perdere autonomia e centralità. L’iniziativa potrebbe rafforzare i collegamenti tra Milano e Torino e contribuire alla costruzione di un sistema aeroportuale più integrato nel Nord-Ovest.

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