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Luoghi spaventosi Milano: quali sono i migliori

Luoghi spaventosi Milano: quali sono i migliori

Milano, tra misteri e leggende scopriamo i suoi luoghi spaventosi.

Milano è nota come la città della finanza e della moda, oltre ovviamente al tempio del calcio italiano. Pochi direbbero che sia anche una città misteriosa: eppure, molti sono i luoghi del capoluogo lombardo inquietanti e spaventosi.
Lo stesso simbolo di Milano, ovvero il biscione, è legato al fantomatico drago Tarantaso, la cui tana era presso il Lago Gerundo: si narra divorasse bambini e che il suo alito avesse causato la febbre gialla. Uberto Visconti lo uccise e da allora l’emblema dei Visconti è un biscione con un fanciullo tra le fauci. Dopo questa premessa, scopriamo i luoghi spaventosi di Milano.

Luoghi spaventosi Milano, dove andare

Milano, non solo capitale della moda e della finanza, qui sono molti i luoghi spaventosi e avvolti dal mistero. Ecco i migliori.

Chiese con sorpresa

Tra i luoghi più inquietanti di Milano c’è una delle sue chiese più belle: è la Chiesa di Sant’Eustorgio, a due passi da Piazza XXIV Maggio, famosa per custodire alcune reliquie dei Re Magi.

Nel piazzale antistante si erge la statua di Pietro da Verona, con un pugnale infilzato in testa in memoria dell’agguato mortale che subì nel 1252 da parte di un gruppo di eretici.

Il frate martirizzato, nominato da Papa Innocenzo IV Inquisitore di Milano e di Como, era un feroce persecutore di presunti eretici. Sotto il suo comando la vicina Piazza Vetra fu teatro di innumerevoli esecuzioni di stregoni e streghe: tra questi vi furono Giacomo Mora, torturato con l’accusa di aver diffuso la peste, e Guglielmina la Boema che si autoproclamò La Papessa.

chiesa sant'eustorgio

Oltre la statua sinistra, nella Cappella Portinari all’interno della chiesa si trova un inquietante affresco raffigurante la Vergine col Bambino entrambi con le corna. Si narra che lo stesso San Pietro Martire avesse scacciato il diavolo sotto le mentite spoglie della Madonna con in braccio un falso Bambino, usando un’ostia.

La Chiesa di San Bernardino alle Ossa è un’altro tra i luoghi spaventosi di Milano a due passi da Piazza Fontana, che ha un lato sinistro. Il luminoso interno della chiesa trasmette un senso di pace ma, oltrepassando una porta vicino all’ingresso, si accede a una cappella dove l’aria è rarefatta è quasi opprimente. Le pareti così come l’altare sono infatti letteralmente ricoperti di ossa e teschi.

I resti umani appartengono a coloro, in gran parte lebbrosi, che erano sepolti nel cimitero che affiancava l’antico Ospedale di Via Brolo. La cosa che però mette davvero i brividi è ciò che si racconta avvenga qui la notte del 2 novembre: pare infatti che il teschio di una bambina, sistemato sul lato destro dell’altare, quel giorno prenda vita dando inizio ad una macabra danza con tutti gli altri scheletri della cappella.

Chiesa di San Bernardino alle Ossa

Tra spettri e serial killer

Chi vive a Milano sarà passato da Porta Nuova innumerevoli volte, senza conoscere la leggenda di Bernardina Visconti, figlia illegittima di Barnabò Visconti nata da un fugace incontro dell’uomo con una cortigiana. La fanciulla si innamorò di un semplice uomo di corte ma il padre la promise in moglie a Giovanni Suardi di Bergamo. Quando Barnabò scoprì la relazione clandestina della figlia col suo amato cortigiano, la fece rinchiudere nella prigione della Rocchetta dove Bernardina morì di fame dopo un’agonia lunga 7 mesi nell’ottobre del 1376.

La prigione era una torre molto alta che contribuiva a sostenere le arcate di Porta Nuova: oggi non resta nulla del carcere, ma in molti giurano di aver visto il fantasma di Bernardina, con tanto di abiti tipicamente medioevali, aggirarsi nel luogo in cerca di quella pace che non riuscì ad avere in vita.

Non si sa se sia infestato da spettri, ma Via Bagnera, stradina sita tra Via Nerino e Via Santa Marta, ha la stessa fama dei celebri vicoli di Whitechapel: in entrambi i casi un serial killer operava con efferatezza e crudeltà.

A Milano non c’era Jack lo Squartatore ma un certo Antonio Boggia: egli uccideva le sue prede, ingannate dal suo rassicurante aspetto da gentiluomo, attirandole in uno scantinato in Via Bagnera dove le smembrava. Grazie ad una donna, che riuscì a sfuggire alle grinfie dell’uomo, il Boggia fu arrestato e impiccato nel 1862.

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