Mulini a vento di Mykonos: la storia

La storia dei famosi mulini a vento di Mykonos, uno dei simboli dell'isola greca.

I mulini a vento sono uno dei simboli più famosi dell’isola greca di Mykonos, e hanno una storia interessante alle spalle. Divenuti delle attrazioni turistiche, esprimono la poesia del vento dell’Egeo che soffia sulla bellezza dell’isola.

Mulini a vento di Mykonos: la storia

Il Mar Egeo è costellato da tante piccole isole che formano arcipelaghi, divenuti con il tempo delle mete turistiche amate da famiglie e da giovani. Una di queste isole, tanto amate dal turismo estivo, è Mykonos, un gioiello della Grecia con il suo inconfondibile panorama di case bianche e cupole azzurre.

Uno dei simboli più famosi dell’isola, tuttavia, sono i suoi mulini a vento, che caratterizzano le sue colline. Questi si trovano sulla parte più elevata della città, quasi a sorvegliarne la bellezza dall’alto.

Advertisements

Ma prima di diventare delle attrazioni per i viaggiatori, i mulini venivano utilizzati dagli abitanti dell’isola per macinare il grano e l’orzo che poi veniva esportato. Strutture che hanno una lunga storia alle spalle, che parte dal XVI secolo.

Silenti, immobili, i mulini da oltre quattrocento anni dominano la città di Mykonos, accarezzati dal vento dell’Egeo. Ma scopriamo qual era la loro funzione e come si possono visitare.

Mykonos

La funzione dei mulini

Per circa quattrocento anni, i mulini a vento sono stati indispensabili per l’economia di quest’isola greca delle Cicladi.

Le strutture, realizzate nel XVI secolo e alimentate da venti in burrasca, avevano il compito di macinare il grano che veniva poi esportato in Grecia come nel resto del mondo.

Erano ben sedici i mulini a vento originali, di cui oggi ne rimangono solo sette.

Tra questi, uno di loro, il Boni, è stato trasformato in un museo.

Per sentire raccontare la sua storia, così come quella dei suoi simili, si segue il sentiero che dal porto conduce alle colline. Qualche minuto zigzagato tra le stradine dell’isola, e si giunge in cima, da cui si gode una vista unica. Una volta entrati nel piccolo spazio adibito a memoria si possono ammirare le mostre che tutti i giorni raccontano gratis i mulini a vento e come sono stati realizzati.

Le informazioni sono fornite in inglese e greco. Le dimensioni del museo sono modeste, ma esso offre un’esperienza molto interessante per chiunque abbia un interesse storico per la regione. Il museo è aperto tutti i giorni e l’ingresso è gratuito.

Un viaggio nel passato, tra gli usi e le tradizioni dell’isola, che si sono messe da parte per far spazio all’innovazione e al futuro.

Ogni sezione riporta un cartello in cui viene spiegato, in inglese e in greco, ogni singola funzione e l’origine di un determinato oggetto.

Escluso il Boni, i mulini che si innalzano sulla collina della città non sono visitabili. Sono, tuttavia, un luogo spettacolare da visitare all’esterno, soprattutto durante il tramonto, godendo della magia della golden hour che riflette le sue luci calde sul bianco dei mulini di Mykonos.

Scritto da Ilenia Albanese
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments

Possibili mete vacanze estive 2021: quali sono

Marciana Marina: cosa vedere e cosa fare la sera

Leggi anche
  • Zungri cosa vedereZungri: cosa vedere nel paesino calabrese

    Cosa vedere nel piccolo paesino calabrese di Zungri, in provincia di Vibo Valentia, e nei dintorni.

  • paesi zona rossa coronavirusZona rossa: i paesi da vedere dopo l’emergenza Coronavirus

    Paesi della zona rossa colpiti dal Coronavirus: quali sono e cosa visitare dopo l’emergenza?

  • zona del barolo cosa vedereZona del Barolo: cosa vedere tra i comuni

    La zona del Barolo, in Piemonte, è ricca di luoghi incantevoli: la guida a cosa vedere.

  • ziplineZipline, le più adrenalitiche in Italia

    Zipline, una delle attività più adrenaliche e accessibili in tutta Italia.

  • 
    Loading...
  • Zibello cosa vedereZibello: cosa vedere, cosa fare e cosa mangiare

    Cosa vedere nel meraviglioso borgo di Zibello, in Emilia-Romagna, e le specialità da gustare.

Contents.media