Reggia di Caserta, storia e giardini

Reggia di Caserta, uno degli ultimi capolavori del Barocco italiano.

Storia della Reggia di Caserta

La Reggia di Caserta nasce da un progetto di Luigi Vanvitelli del 1752 con l’intento di diventare il nuovo nucleo centrale della capitale del Regno di Napoli. L’idea di questa nuova reggia venne a Re Carlo che non si sentiva più al sicuro a Napoli perchè sul mare e quindi troppo esposta ad invasione, Caserta invece stando più lontana dalla costa era il posto perfetto.

Nello stesso anno del progetto iniziarono i lavori, proprio nel giorno del compleanno del Re. Insieme alla Reggia, l’anni seguente iniziarono anche i lavori di realizzazione dell’Acquedotto Carolino che aveva lo scopo di soddisfare le esigenze immense di acqua di tutta la Reggia.

I lavori durarono due decadi. Lo stesso anno della conclusione dei lavori dell’acquedotto Carolino, Luigi Vanvitelli scomparve e i lavori si fermarono per 4 anni.

Al padre Luigi succedette Carlo Vanvitelli per la conclusione dei lavori che però si vide costretto a modificare e semplificare il progetto iniziale del padre per due importanti motivi. Il primo motivo era che il Re Carlo aveva fretta di concludere i lavori e il secondo, non meno importante, le difficoltà economiche in cui si stava trovando il Regno in quegli anni.

Poco più di un ventennio dopo venne proclamato Re di Napoli Gioacchino Murat che diede una bella sferzata di aria fresca alla costruzione della Reggia di Caserta riprendendo i lavori e provvedendo anche alla sua espansione.

Si deve ringraziare proprio Murat per gli affreschi e i bei bassorilievi della Sala di Alessandro e per la costruzione delle sale di Astrea e della sala di Marte realizzate proprio sotto il suo dominio.

In tempi più moderni la Reggia di Caserta è famosa per la firma della resa incondizionata delle forze nazifasciste nella penisola italiana nei confronti delle forse Alleate. Le sale della Reggia di Caserta nel 1994 hanno anche ospitato il G7.

Ad oggi la sola della sola Reggia di Caserta può contare al suo interno 1200 stanze illuminate da 1742 finestre. Dagli esperti la Reggia di Caserta viene definita l’ultima opera del Barocco italiano.

Giardini della Reggia di Caserta

Il giardino della Reggia di Caserta si estende per centoventi ettari di area e una lunghezza massima di tre chilometri. I giardini sono caratterizzati da sei bellissime fontane.

La fontana dei tre delfini è un opera di Gaetano Salomone e rappresenta un mostro marino dalla testa e dal corpo di delfino dalla quale prende proprio il nome.

La fontana di Eolo purtroppo è una incompiuta perchè è adornata con ventotto statue a differenza delle cinquantaquattro prteviste dal progetto iniziale e rappresenta la furia del vento con la statua di Eolo che troneggia su tutto.

La fontana di Cerere sempre dello stesso Salomone è tra le più belle e va a formare sette piccole cascate ed è abbellita con dei delfini e dei tritoni.

La fontana di Venere e Adone che rappresenta le statue dei due con Venere che cerca di dissuadere Adone a partecipare ad una battuta di caccia per evitargli di essere ucciso da un cinghiale. Il tutto è adornato da ninfe cani e fanciulli.

La Grande Cascata é probabilmente la più famosa fontana della Reggia dove una grande massa d’acqua va a riversarsi in un bacino abbellito dalla statue di Venere che si appresta a fare il bagno e la statua di Atteone che ha osato guardarla e quindi si stà per trasformare in cervo.

L’ultima fontana della Reggia di Caserta è la fontana Margherita che fa da intermezzo tra il giardino all’italiana e quello all’inglese.

Il giardino inglese ha un estensione di ventiquattro ettari, tutto quello che si trova al suo interno è stato costruito dall’uomo e vi è anche una parte dove possiamo trovare aranceti e serre per la coltivazione e lo studio botanico, oltre a svariati Follies dove i nobili potevano riposarsi.

Al suo interno si possono trovare molte piante rare tra cui la prima camelia arrivata in Europa dal Giappone. Nel grande lago coperto da ninfee si trovano due isolotti, sul più grande sorge un tempio costruito con colonne in granito provenienti da Pompei. Vista la vastità dei giardini venne costruita una palazzina inglese che ospitava tutti i giardinieri.

Il giardino all’italiana è invece quello che si vede all’ingresso ed è caratterizzato da sconfinate distese di prati sempre curati alla perfezione e da innumerevoli tipi di aiuole dalle forme e sagome più svariate.

Scritto da Redazione Online
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