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Scopri le location di Roma e Orvieto nel film Nessun dolore

Scopri le strade di Roma e Orvieto che diventano protagoniste del film Nessun dolore.

Il nuovo film di Gianni Amelio, Nessun dolore utilizza la città come vero personaggio. Alessandro Borghi interpreta Davide, un libraio di trent’anni che, a partire da una tranquilla bancarella di libri usati, si ritrova coinvolto in una catena di eventi che lo porta a esplorare lati nascosti della capitale e, infine, le radici umbre del proprio passato.

Location di Prati: la bancarella di Piazza Risorgimento

Il racconto prende avvio nel cuore del quartiere Prati nelle immediate vicinanze della basilica di San Pietro. In Piazza Risorgimento, un angolo recentemente riqualificato, si trova il chiosco di Davide, circondato da eleganti palazzi e da un flusso continuo di turisti. La scelta di questo luogo trasmette immediatamente la normalità apparente della vita del protagonista: una zona di classe, ordinata, dove il commercio dei libri usati appare quasi fuori dal tempo.

Qui la telecamera accarezza la facciata dei negozi, catturando l’energia di una Roma che, a prima vista, sembra immutabile.

Il lato oscuro: Esquilino, via Giolitti e la stazione Termini

Il filo narrativo si sposta presto verso l’Esquilino zona tra la storica via Giolitti e la stazione Termini. Qui la città cambia aspetto: le strade sono affollate, i cartelli luminosi pubblicizzano attività di comunità provenienti da tutto il mondo.

In questa realtà più caotica, Davide incontra piccoli gruppi migranti, alcuni dei quali vivono ai margini della società. Le riprese mostrano il contrasto netto con Prati, evidenziando il concetto di invisibilità di chi vive ai bordi della capitale. Le scene in via Giolitti, con i suoi negozi di prodotti etnici, sottolineano la difficoltà del protagonista nel trovare informazioni sul bambino nordafricano che gli è stato affidato.

Dettagli delle riprese tra il centro e la periferia

Durante le sequenze girate vicino alla stazione, il team ha sfruttato le ampie vedute della ferrovia per creare inquadrature di transito che simboleggiano il movimento di Davide da una realtà protetta a una più tumultuosa. La luce fredda della mattina, combinata con l’eco dei treni in sottofondo, accentua il senso di smarrimento del protagonista, mentre la folla di pendolari diventa una sorta di svbackground davanti al quale il suo percorso personale acquista una nuova dimensione emotiva.

Orvieto: il ritorno alle radici del protagonista

Il terzo atto del film si sposta in Orvieto città umbra famosa per il suo duomo gotico e per la posizione su una rupe di tufo. Le riprese, effettuate nell’aprile 2026, si concentrano su Piazza Ranieri e Piazza d’Armi, dove sorge la ex Caserma Piave. Qui Davide riscopre il legame con la propria famiglia d’origine, dando al pubblico una prospettiva più intima della sua identità. L’atmosfera di Orvieto, con le sue strade acciottolate e le vedute panoramiche sulle colline, rappresenta una pausa contemplativa rispetto al frastuono di Roma, offrendo al personaggio la possibilità di riflettere sul proprio percorso.

La scelta di Orvieto non è casuale: la città funge da punto di svolta simbolico. Mentre a Roma Davide è costretto a confrontarsi con il corpo sociale e le sue contraddizioni, a Orvieto il ritmo si fa più lento, permettendo al protagonista di riconnettersi con le proprie radici e di capire che il viaggio non è solo geografico, ma profondamente interiore.

Dalla brillantezza di Prati, passando per l’affollata marginalità dell’Esquilino, fino alla quiete quasi sacra di Orvieto, il film disegna una mappa emotiva che accompagna lo spettatore lungo un percorso di consapevolezza, colpa e redenzione.

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