Turkmenistan: cosa vedere e curiosità sulla Porta dell’Inferno

Turkmenistan, il secondo stato più grande dell'Asia Centrale e un mistero, quello della porta dell'Inferno.

Il Turkmenistan è uno stato collocato nella parte centrale dell’Asia, affaccia sul mar Caspio e confina con l’Iran il Kazakistan, l’Afghanistan, l’Uzbekistan. La capitale di questa repubblica è Ashgabat.

Questo stato è ricco di monumenti storici, siti archeologici e percorsi di turismo naturalistico.

Il Turkmenistan per la sua posizione geografica è costituito da un territorio arido e sabbioso, in particolare qui si trova il deserto del Karakum. Quest’area è ricca di giacimenti minerari e di e gas naturali.

Ancora oggi come in passato è uno snodo fondamentale perché se in passato era attraversato dalla Via della Seta, oggi è attraversato da un importante ed articolata rete di oleodotti e gasdotti di rilevanza mondiale. Scopriamo cosa vedere in Turkmenistan.

Cosa vedere in Turkmenistan

La cose da vedere, per chiunque scelga questa meta per un viaggio, sono molteplici. In questo stato sono presenti ben tre siti dichiarati patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO.

Si tratta della Fortezza parta di Nisa, questa fortezza così come suggerisce il nome fu costruita dai Parti nel terzo secolo avanti Cristo. Questa cittadina si trovava presso uno snodo commerciale importante, nel tempo è stata rinominata fortezza di Mitriadate, dall’omonimo sovrano.

Sotto il suo dominio divenne una cittadina importante, al punto tale che vi furono costruite ben 43 torri. Le rovine si trovano a poco più di 10 km dalla capitale, qui durante gli scavi furono trovate numerose statue, cocci e oggetti di interesse storico, che sono attualmente conservati al museo della storia nazionale di Ashgabat.

Un’altra imperdibile meta è il Parco storico-culturale di Stato Antica Merv, questo parco racconta ben più di 4000 anni di storia e sono ancora visibili monumenti con due mila anni di storia.

In particolare si pensa che questa città nel passato fosse una delle quattro città più grandi e fiorenti al mondo, sorgeva lungo la Via della Seta, questa particolare posizione l’ha resa un punto di ritrovo politico e culturale del passato, al punto tale da renderla la città più grande al mondo nell’undicesimo secolo .

Ultimo ma non per importanza, il sito di Kunya-Urgench si tratta di un’area abbastanza vasta dove si trovano le rovine di diversi edifici alcuni restaurati altri no, tra i più importanti il complesso di Turabag Kharupum, il mausoleo di Sayid Ahmed, quello del sultano Takesh ed il minareto di Tulug Timur.

Oltre ai sopraindicati siti di interessante c’è da visitare anche la capitale Ashgabat, qui si trova uno dei monumenti più importanti e rappresentativi per la cultura di questo stato: il monumento all’indipendenza. Un tempo, nella stessa cittadina, prima che venisse distrutto da Turkmenistan Gurbanguly, si poteva anche visitare il monumento alla neutralità, inserito nella classifica dei monumenti più brutti al mondo.

Porta dell’inferno cos’è e curiosità

Altro sito particolare e degno di interesse è la porta dell’inferno che si estende nel deserto di Karacum, a poco più di 200 Km dalla capitale. Questo cratere brucia ininterrottamente da circa 46 anni.

Il cratere è stato ribattezzato porta dell’inferno perché emana un forte odore sulfureo e i bagliori generati dal fuoco che produce si vedono a chilometri di distanza durante la notte.

E’ situato vicino al villaggio di Derweze, tale parola tradotta in turkmeno vuol dire proprio porta. Un’altra curiosità riguarda la sua origine, si è infatti portati a pensare che si tratti di un fenomeno naturale, invece no.
Questo cratere con estensione di circa 70 mt si è formato quando un gruppo di geologi sovietici posizionò delle trivelle per la ricerca di idrocarburi su una grotta naturale di cui non sapevano l’esistenza, durante le indagini le trivelle la raggiunsero e ne fecero crollare il tetto finendo in una sacca piena di gas.

Per evitare la pericolosa dispersione dei gas, e limitare i danni causati dall’incidente, i geologi pensarono di bruciare questo gas ricco di metano nella speranza che in poche settimane le riserve di gas naturale si sarebbero esaurite. Ma non fu così perché il cratere dal 1971 ad oggi ancora brucia.

Scritto da Redazione Online
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