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Viaggi pericolosi: le mete da evitare nel 2019

Viaggi pericolosi: le mete da evitare nel 2019

Ci sono posti dove è meglio stare alla larga, perché in gradi di mettere a rischio la vita dei turisti. Ecco la lista delle destinazioni da evitare.

Destinazioni da evitare. Secondo il sito di Metallirari, i turisti dovrebbero fare molta attenzione a tenersi alla larga da determinati posti, noti alla cronaca locale e internazionale per essere particolarmente turbolenti. Non stiamo parlando di piccoli inconvenienti comuni, come un guasto dell’autobus o lo smarrimento delle valige, ma di situazioni che possono mettere seriamente in pericolo la vita dei viaggiatori. Ecco dunque una lista delle mete da evitare assolutamente.

Mete da evitare nel 2019

Viaggi pericolosi. Non si tratta dell’espressione romanzata di un catalogo per gli amanti di film d’avventura o di sport estremi, ma di posti dove può essere messa seriamente in pericolo non solo la vacanza, ma anche la vita dei turisti stessi. I posti elencati sono caratterizzati per la maggior parte da una situazione politica decisamente instabile e dalla povertà dilagante. Condizioni che spingono la gente del luogo a ricorrere a misure estreme, soprattutto alla vista di potenziali ricchi turisti provenienti dall’Europa.

Sul podio della lista si trovano la Somalia, il Mali e la Repubblica Centroafricana.

Queste 3 si aggiudicano i primi posti dell’elenco non perché siano le mete più pericolose di quelle indicate, ma perché sono quelle più rappresentative dei rischi in cui incapperebbero i turisti. Infatti, in tutte e 3 le destinazioni la situazione di totale sbandamento ha fatto sì che sovente bande di criminali si rendano artefici di rapimenti di turisti facoltosi, o ritenuti tali. Questi ultimi solitamente o spariscono dalla circolazione esattamente come accade per alcuni cittadini locali, oppure vengono rilasciati, ma solo ricevendo indietro un riscatto.

Viaggi pericolosi

Ai piedi del “podio” si trovano la Libia, il Sud Sudan e il Messico. Anche per questi ultimi sono indicati dalla cronaca come decisamente pericolosi. Motivo? La criminalità organizzata di questi territori ha imposto da tempo le sue “regole”, al punto che notizie di sequestri e rapimenti sono quasi all’ordine del giorno.

Se poi decidi di approfondire, l’organizzazione provvede subito a farti tacere, in particolare in Sud Sudan, dove molti giornalisti sono stati uccisi.

Purtroppo, una situazione simile si trova in Guatemala, Honduras e San Salvador. A loro si aggiungono anche la Siria, l’Afghanistan, l’Iraq, il Venezuela, la Colombia e la Corea del Nord. Nell’elenco si segnala anche il Brasile. Quest’ultimo è stato indicato nell’ultimo decennio come il Paese con il più alto tasso di criminalità organizzata a livello globale. Un “Curriculum” che a vederlo così fa paura, ma le autorità locali assicurano che in realtà, i pericoli per i turisti sono rappresentati unicamente dalle favelas, vale a dire le baraccopoli brasiliane dove abita la gente più povera del Paese e purtroppo anche la più “manipolabile” da personaggi privi di scrupoli.

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