Nel cuore del Canavese, a breve distanza dal centro storico di Agliè si trova il Meleto la villa che conservò per anni il rapporto intimo fra un poeta e il suo mondo domestico. La dimora, oggi aperta come casa museo mantiene una forte carica evocativa: il giardino romantico con il laghetto, il celebre viale dei meli e gli arredi che richiamano l’estetica liberty della prima decade del Novecento restituiscono l’atmosfera che ispirò molte pagine di Guido Gozzano.
La trasformazione ottocentesca in stile Art Nouveau avvenne nel 1904, quando il giovane Gozzano, nato a Torino nel 1883, e sua madre promossero il rinnovamento degli spazi. Quegli interventi plasmarono ambienti che ancora oggi appaiono sospesi nel tempo: piccoli mobili, ninnoli, fotografie ingiallite e acquerelli sono esposti come elementi di una biografia domestica che il visitatore può leggere direttamente tra le stanze.
Il salotto di Nonna Speranza citato nelle poesie, rimane uno dei luoghi più intensi e emblematici della casa.
Il salotto di Nonna Speranza e gli oggetti della memoria
All’interno del Meleto, alcune stanze sono conservate con cura maniacale per ricreare le scene poetiche che Gozzano rimandò alla pagina. Il celebre salotto di Nonna Speranza ospita le cosiddette “buone cose di pessimo gusto”: arredi austeri, campane di vetro, piccoli souvenir borghesi e ritratti di famiglia.
Questi elementi, trasformati dal poeta in simboli letterari, costituiscono un microcosmo piemontese che illustra come la quotidianità possa divenire materia poetica. Camminando tra quelle stanze, il visitatore percepisce il doppio registro di tenerezza e ironia che caratterizza gran parte della produzione gozzaniana.
La camera e i ricordi del viaggio in Oriente
Accanto agli ambienti domestici, la casa conserva tracce di un aspetto meno noto dell’autore: la passione per i viaggi. Nonostante la tubercolosi che lo accompagnò per tutta la vita, Gozzano affrontò nel 1912 un lungo viaggio verso l’India e l’Oriente, esperienza che produsse reportage e riflessioni raccolte in seguito. Nel Meleto è tuttora presente un angolo della sua camera con oggetti e ricordi legati a quel viaggio, a testimonianza di una personalità che seppe coniugare la cura per il quotidiano con una sincera curiosità per culture lontane.
Storia recente della villa e apertura al pubblico
La vicenda del Meleto dopo la morte di Gozzano non fu lineare: la casa cambiò proprietari e subì la dispersione di arredi e ricordi. Negli anni Settanta l’acquisto da parte del padre dell’attuale proprietaria, Lilita Conrieri, segnò un punto di svolta. Un restauro durato tre anni permise di ricostruire gli ambienti descritti nella produzione poetica e di riunire molti oggetti attinenti alla vita del poeta. Oggi il Meleto è gestito privatamente dalla famiglia Conrieri, che continua a curarne la conservazione e a consentire visite guidate, rendendo accessibile al pubblico un patrimonio culturale che parla della letteratura e della vita quotidiana del primo Novecento.
La fruizione del luogo è pensata per restituire non solo gli oggetti ma anche i profumi e le suggestioni del giardino: il laghetto con l’isolotto, i vialetti intorno alle aiuole e l’ombra gentile dei meli contribuiscono a creare un’esperienza sensoriale coerente con la poetica di Gozzano. Il ruolo attivo della famiglia proprietaria è spesso citato come esempio di come la tutela privata possa trasformarsi in un servizio pubblico, permettendo a studiosi, studenti e appassionati di entrare in contatto con materiali originali e spunti di ricerca sulle correnti letterarie del tempo.
Per chi programma la visita, il Meleto si trova in via Meleto 23 a Agliè e offre accesso al pubblico con visite guidate nei fine settimana, oltre a possibilità di prenotazione per gruppi e scuole. La gestione privata, la cura degli ambienti e la coerenza dell’allestimento fanno del Meleto una delle più interessanti case-museo letterarie del Piemonte, un luogo dove la memoria di un poeta crepuscolare si unisce alla concretezza degli oggetti quotidiani, offrendo multidimensionalità di lettura tra storia locale, letteratura e collezionismo domestico.
