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Perchè i granchi fanno le palline di sabbia

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Con le palline di sabbia, i granchi dimostrano tutta la loro ingegnosità.

Tutti i granchi fanno le palline di sabbia?

La risposta a questa domanda è negativa: essa presuppone necessariamente il riferimento ai granchi della specie “Scopimera globosa” appartenente alla famiglia delle “Dotillidae” e conosciuti anche con l’espressione inglese “sand bubbler crabs” (vale a dire: granchi che gorgogliano la sabbia).

Caratteristiche granchi

Generalmente, non è difficile trovarli nelle coste dei paesi dell’Estremo Oriente e in altre aree del Sud-Est Asiatico, tra Oceano Indiano e Pacifico, zone in cui si trovano a proprio agio per l’abbondante presenza d’acqua salmastra e per il clima tropicale.

Questi crostacei, dal comportamento alquanto singolare, hanno dimensioni leggermente ridotte rispetto ai granchi che vediamo di consueto: il loro corpo è grande circa un centimetro, racchiuso da una corazza chiara e mimetica (tecnicamente detta “carapace”), da cui si diramano dieci zampette che assicurano prontezza di movimenti (non per niente i granchi sono definiti “decapodi”) e due chele rosate.

Come i loro cugini di altre specie, essi hanno la tendenza a compiere velocemente traiettorie laterali, capacità che risulta molto utile nel caso in cui si dovessero rifugiare improvvisamente; ad ogni modo, chiunque li dovesse vedere può stare tranquillo, perché si tratta di animali innocui per l’uomo.

L’origine delle palline di sabbia

Poiché sono creature dotate di senso pratico, i granchi iniziano a fare questi piccoli cumuli di sabbia dal luogo in cui sono rintanati per proseguire strada facendo: non appena la marea si abbassa, muovendosi in gruppo escono dai tunnel che loro stessi hanno scavato per trovare rifugio, in cerca di qualcosa da mangiare.

La loro alimentazione è basata su residui biologici e carcasse di organismi morti, anche in avanzato stato di decomposizione, che si trovano in riva al mare, proprio in mezzo alla sabbia.

In questo modo, la bocca e le chele del granchio “ripuliscono” la sabbia separandola granello per granello e, una volta avvenuto il distacco del cibo da essa, viene riunita e depositata sul bagnasciuga sotto forma di piccole sfere: l’unione di questi singoli mucchietti tondeggianti dà vita ad inconsuete composizioni e disegni suggestivi, che è possibile ammirare in moltissimi video e foto.

È bene precisare, comunque, che la finalità di tali palline, ricavata ognuna in pochi minuti, non è artistica: il granchio della specie “Scopimera globosa” si comporta come Pollicino.

Infatti, dal momento che le distese di sabbia sono immense rispetto alla sua ridotta corporatura, queste minuscole sfere servono come promemoria dell’avvenuto passaggio proprio in quei punti.

Come già anticipato, l’esoscheletro permette loro di mimetizzarsi con la sabbia, in modo da poter proseguire inosservati in caso di aggressione o passaggio da parte di altri animali e persone: il granchio può raggiungere indisturbato il suo nascondiglio, situato nel punto in cui sono state ricavate le prime sfere, corrispondente allo scavo da cui è partita la ricerca di nutrimento. Si deduce che questi animaletti siano molto vigili e si servano al meglio del carapace di cui li ha dotati la natura, risultando così a “prova d’imprevisto”.

Quando è possibile vederli all’opera

Nel mondo, esistono altri crostacei che fanno palline di sabbia?

In genere, l’inizio di questo prodigio coincide con le prime ore del mattino, per terminare verso quelle più calde: appena arriva l’alta marea, i granchi fanno appena in tempo a nascondersi e le onde sommergono il bellissimo motivo astratto ottenuto dalla rena.

Inoltre, questi animaletti mal sopportano il caldo e sono sensibili, in modo particolare, al surriscaldamento della sabbia.

Infine, è opportuno ricordare che, oltre a riscontrare la presenza degli stessi “sand bubbler crambs” nel nord-est dell’Australia (sono di pubblico dominio dei filmati ed alcune immagini scattate nelle vicinanze di Cape Tribulation, mostranti una singolare composizione di palline di sabbia) e non solo in Asia, sono stati trovati a sud-est di Melbourne.

Granchi dal comportamento simile, ma di diversa specie, che ricavano dei depositi setacciando il fango anziché la rena; mentre tra gli altri animali marini ghiotti di residui organici, meritano un cenno i paguri, i quali, attratti da tutto ciò che è marcio, si nutrono anch’essi di scarti.

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