Il dibattito su caos, religione e creatività a Modena

Il caos prende vita tra bibbia, pittura e filosofia nella vibrante Piazza Grande di Modena.

Nel pomeriggio di ieri la storica Piazza Grande di Modena è diventata il cuore pulsante del festivalfilosofia 2026. Più di 150 appuntamenti gratuiti hanno animato la città, ma il momento più intenso è stato il confronto tra il cardinale Gianfranco Ravasi e lo psicanalista Massimo Recalcati, grazie ai quali il tema del caos è stato declinato fra luce biblica e materia di Anselm Kiefer.

Il dibattito fra fede e arte: Ravasi e Recalcati in Piazza Grande

Davanti a una folla compatta, nonostante i 29 °C e l’assenza di ombra, il cardinale Ravasi ha avviato la sua lectio partendo dalla narrazione della Genesi. Per lui il caos primordiale è la tenebra che precede la creazione della luce; da quella luce nasce l’ordine, ma subito dopo l’uomo irrompe come “un’immagine imperfetta del Signore”, portando con sé guerre, inquinamento e distruzione.

Ravasi ha sottolineato che il diluvio universale rappresenta la punizione divina non tanto per il peccato quanto per l’incapacità dell’umanità di contenere il proprio caos.

Il punto di vista del cardinale: dalle tenebre all’arcobaleno

Il preludio biblico cede il passo a una riflessione più ottimistica: l’arcobaleno, simbolo dell’arma divina deposta, diventa “un ponte di speranza” che rassicura quando il male sembra trionfare.

Ravasi ha concluso con una nota di unità, affermando che “esiste un’unica razza, quella umana”, e ha invitato il pubblico a riconoscere il caos non solo come distruzione ma anche come spinta verso una nuova armonia.

Le opere di Anselm Kiefer come risposta al caos

Nel frattempo, alle spalle di Recalcati scorrevano immagini delle imponenti installazioni di Anselm Kiefer.

Lo psicanalista ha usato il lavoro dell’artista tedesco per illustrare come la creatività possa trasformare le rovine in semi di rinascita. Kiefer, secondo Recalcati, non scolpisce la materia a suo piacimento, ma la lascia “sottoposta agli agenti atmosferici” – pioggia, vento, sole, e persino acidi – per far emergere una bellezza nata dalla distruzione.

Materiali, distruzione e rigenerazione

Il piombo è stato citato come metafora alchemica: da un elemento pesante e oscuro si può giungere all’oro, ma Kiefer preferisce il piombo, perché custodisce il potenziale di una trasformazione più profonda. Recalcati ha ripreso una frase di De André – “dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fiori” – per ribadire che è proprio nel letame del caos che germogliano le nuove forme artistiche.

Il FestivalFilosofia 2026: numeri, protagonisti e programmazione

L’edizione ventiseiesima ha previsto 57 lezioni magistrali, quasi 40 mostre e installazioni, oltre a performance musicali e teatrali. Tra i relatori di spicco, oltre a Ravasi e Recalcati, si sono alternati Rosi Braidotti, Massimo Cacciari, Barbara Carnevali e Umberto Galimberti. Novità assoluta è la “Lectio Michelina Borsari”, dedicata a una giovane relatrice, Valentina Moro. Anche figure di spicco della scienza, come il fisico Guido Tonelli, hanno preso parte al festival, mostrando come il caos sia un concetto trasversale a filosofia, arte e scienza.

Il pubblico ha rispecchiato l’importanza del tema: Marzia Tollari, abitante della provincia di Modena, ha dichiarato che “il caos mi sembra particolarmente attuale, perché riflette la situazione in cui viviamo”. La partecipazione è stata ampia, con centinaia di spettatori che hanno ascoltato senza interruzioni i dibattiti, confermando che il FestivalFilosofia continua a essere un punto di riferimento per chi vuole esplorare le tensioni tra ordine e disordine nella nostra epoca.

Scritto da Beatrice Beretta

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