Dal 18 al 20 settembre le città di ModenaCarpi e Sassuolo ospitano la ventiseiesima edizione del festivalfilosofia. Il tema centrale, caos è presentato non come mera confusione ma come forza generatrice capace di svelare la logica nascosta dietro le trasformazioni politiche, scientifiche e climatiche del nostro secolo.
Oltre 150 appuntamenti gratuiti – lezioni, mostre, performance e tavole rotonde – si svolgeranno in piazze, cortili storici e palazzi d’arte, creando un itinerario culturale che attraversa l’intera area emiliana.
Le voci più importanti a Carpi: pensatori, scienziati e nuovi talenti
Tra le 58 lezioni magistrali programmate a Carpi, spiccano nomi di rilievo nazionale e internazionale.
Umberto Galimberti e Massimo Recalcati tornano a dialogare con il pubblico, mentre Donatella Di Cesare e Michela Marzano offrono prospettive critiche sull’etica contemporanea. Una novità assoluta è la partecipazione dell’astrofisico Guido Tonelli che esplorerà il passaggio dal caos allo spazio cosmico, e quella di Mario Del Pero e Mariarosaria Taddeo che affronteranno le tensioni etiche dell’intelligenza artificiale e della sicurezza globale.
La sezione “lezione dei classici” vedrà studiosi esperti commentare testi fondamentali della tradizione filosofica, mettendo in luce come il caos sia stato già al centro di antichi dibattiti.
Debutti e voci emergenti
Il festival accoglie anche diversi esordienti. Tra i nuovi volti, l’economista David Armitage il filosofo Pierre Charbonnier e la filosofa della tecnologia Mariarosaria Taddeo propongono riflessioni sulle dinamiche di cambiamento storico.
L’ingegnere Alfio Quarteroni e la fisica Guido Tonelli offriranno un ponte tra le scienze dure e le questioni esistenziali, dimostrando che il caos può essere interpretato anche attraverso modelli matematici.
Mostre, installazioni e performance artistiche
Accanto al dibattito teorico, Carpi presenta una ricca programmazione creativa. La mostra “San Francesco ‘da Carpi’. 800 anni, 1000 volti, un legame”, allestita nella Chiesa di Sant’Ignazio, raccoglie testimonianze inedite che illustrano il ruolo del Santo come simbolo di rinnovamento. Quasi quaranta esposizioni e installazioni si svolgeranno in partnership con musei pubblici e gallerie private, evidenziando come il caos ispiri anche la produzione artistica. Performance di Domenico Starnone sugli equivoci umani, di Mario Tozzi sulle responsabilità climatiche e del collettivo La Ragione di Stato sulle follie del calcio mostrano come il tema permei ogni forma di espressione.
Il pubblico risponde: tradizione, scoperta e coinvolgimento
Per molti abitanti dell’area emiliana il festival è ormai una tradizione familiare. Testimoni come Marzia Tollari, che partecipa da anni, affermano che il tema del caos rispecchia la realtà attuale, mentre giovani studenti provenienti da altre regioni – come Vanessa Baldarelli e Pietro Tibaldi – scoprono per la prima volta il valore del dialogo tra classici (ad esempio l’Iliade) e le crisi del Novecento. Anche i partecipanti di fuori regione, come Federico e Raffaele Mazza di Napoli, hanno apprezzato i percorsi su Hobbes, Galileo e Kant, sottolineando come il festival renda comprensibili le complesse dinamiche geopolitiche. La forte partecipazione di famiglie, scuole e gruppi culturali conferma che il festivalfilosofia è diventato un punto di riferimento per chi vuole approfondire il caos come strumento di interpretazione del presente.
