Naza a Venezia: il film che accende il dibattito su Israele e Gaza

Il documentario Naza, vincitore del Premio Speciale della Giuria a Venezia, ha suscitato forti reazioni in Israele. I registi Yuval Abraham e Rachel Szor sono stati accusati di tradimento

Yuval Abraham e Rachel Szor hanno vinto il Premio Speciale della Giuria alla Mostra del Cinema di Venezia con il documentario Naza e la premiazione ha generato una forte controversia politica e militare in Israele. Ultimo aggiornamento: 15 settembre 2026.

Perché il film ha suscitato polemiche

Il documentario, girato di notte sui tetti di Tel Aviv durante il conflitto con la Gaza ha raccolto interviste con 24 persone identificate nel film come ufficiali dell’intelligence militare, soldati e informatori e ha mostrato il sistema di scelta dei bersagli che gli autori descrivono come responsabile di uccisioni di civili palestinesi; la pellicola ha ottenuto una standing ovation record di 25 minuti alla sua prima proiezione, superando il precedente primato di 22 minuti detenuto da Kaouther Ben Hania con The Voice of Hind Rajab.

Il titolo Naza è l’acronimo di Nezek Agavi un termine militare israeliano che indica il danno collaterale previsto durante gli attacchi aerei.

Reazioni del governo e delle autorità

Il ministro della Cultura Miki Zohar ha annunciato l’intenzione di avviare una procedura per la revoca della cittadinanza ai registi, definendo il film offensivo nei confronti dello Stato, e il ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir ha attaccato i registi definendoli “una vergogna” e sostenendo che sarebbero accolti a Gaza.

La legge sulla revoca della cittadinanza prevede interventi incrociati tra il ministero dell’Interno, il ministero della Giustizia e la convalida di un giudice, e tali procedure sono state descritte come rare e complesse.

Contrasti con l’esercito e difesa dei registi

L’Idf ha contestato le testimonianze anonime presenti nel film, definendo “uso scorretto della terminologia giuridica e di contraddizioni assurde” le affermazioni ricostruite nella pellicola.

I registi hanno risposto di aver contattato molte più persone rispetto alle ventiquattro presenti nel documentario e hanno spiegato di aver cercato numerose voci per ricostruire il sistema dall’interno; hanno inoltre sottolineato che i sistemi di sorveglianza e controllo erano preesistenti alla data del 7 ottobre 2023 e che le inchieste alla base del film si sono svolte tra il 2023 e il 2025.

Proiezioni internazionali e diritti

Naza è stato segnalato per proiezioni internazionali: è programmato in Spagna al Festival internazionale del cinema di San Sebastián il 23 settembre e poi al New York Film Festival il 26 settembre; per il mercato globale i diritti di vendita sono detenuti dal distributore MK2 Films. Il film si basa anche su inchieste pubblicate da +972 MagazineLocal Call e Guardian e alcuni dei registi avevano già ottenuto riconoscimenti: Yuval Abraham e Rachel Szor avevano realizzato in precedenza il documentario che nel 2025 vinse l’Oscar come miglior documentario.

La vicenda ha generato reazioni contrastanti all’interno di Israele con commenti sia di critica che di difesa nei confronti dei registi, e il dibattito rimane in evoluzione mentre il film continua il suo tour festivaliero e le autorità valutano possibili azioni legali e amministrative.

Scritto da Beatrice Beretta

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