Storia del quartiere Montesacro di Roma: tutte le curiosità

Tutte le curiosità e la storia del quartiere Montesacro di Roma, con i luoghi più importanti del passato del rione della Capitale.

Roma è sinonimo di storia, in ogni angolo e in ogni quartiere, come quello di Montesacro. Scopriamo, quindi, l’interessante passato millenario del rione romano.

Storia del quartiere Montesacro di Roma

La grande città di Roma vanta una storia millenaria che affascina e stupisce.

Culla dell’Impero Romano, tutti i quartieri della Capitale vantano una storia antica e interessante.

Anche il quartiere Montesacro vanta un passato importante tutto da scoprire. Questo quartiere romano è ricco di luoghi meravigliosi da esplorare, come la chiesa dei Santi Angeli Custodi di piazza Sempione progettata dal noto architetto Giovannoni. Altro luogo meraviglioso da visitare è il Ponte Nomentano, uno dei ponti extraurbani principali dell’antica Roma, insieme al famoso Ponte Milvio.

Ma a Montesacro i luoghi spettacolari riguardano anche la natura, come la Valle dell’Aniene, una Riserva Naturale protetta per 650 ettari.

Scopriamo, adesso, l’importante storia del meraviglioso quartiere romano.

Montesacro

La storia

La storia del quartiere ha avuto origine da epoca antichissima: ne sono conferma i ritrovamenti di due crani del cosiddetto Uomo di Saccopastore assieme a strumenti litici di fattura musteriana risalenti circa 120.000 anni fa.

Il nome del quartiere deriva dall’omonimo monte, che in realtà è una collina di circa 50 metri, che sorge sulla riva destra del fiume Aniene poco prima che confluisca nel Tevere.

Con l’avvento di Roma, la leggenda vuole che sul Monte Sacro si recassero gli auguri per effettuarvi i loro vaticini osservando il volo degli uccelli. Proprio da questo rito, infatti, deriverebbe la sacralità del monte. Sempre sul Monte Sacro, o sull’Aventino, si ritirò la plebe nel 494 a.C.

e nel 448 a.C. in una vera e propria rivolta contro il patriziato che portò all’istituzione dei tribuni della plebe, degli edili plebei e di un’assemblea rappresentativa, il concilium plebis, che appunto eleggeva i tribuni e gli edili plebei. Per ricordare l’evento fu edificata una grande Ara a Iuppiter Territor che accrebbe l’aura di sacralità del luogo.

In quegli anni il territorio del quartiere, che si trovava ben lontano dalle mura cittadine, era al centro di vasti latifondi con villae patrizie e di liberti.

Medioevo

Con la caduta dell’Impero il quartiere vide la sostituzione delle ville romane con i casali medievali e un generale spopolamento del territorio che restò comunque presidiato per motivi di difesa a causa della presenza del ponte Nomentano. Il ponte era, infatti, un avamposto e punto di passaggio verso il nord del territorio laziale.

Secondo la tradizione, infatti, pare che sul ponte Nomentano si siano incontrati nell’anno 800 papa Leone III e Carlo Magno. La lontananza dalle mura cittadine trasformò, inoltre, il territorio del quartiere e il Monte Sacro in un luogo di “scampagnate” fuori porta. Questo fino alla fine del 1800. E fu proprio durante una di questa scampagnate nel 1805 che Simón Bolívar cambiò il suo destino. Infatti, dopo aver appreso dal suo amico-mentore Simon Rodriguez che su quella collina i plebei romani si ribellarono per la prima volta alle vessazioni della classe aristocratica, decise di giurare per la liberazione dei popoli sudamericani.

Scritto da Ilenia Albanese

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