Il continente africano sta vivendo un momento di grande fermento nel settore turistico. Con previsioni che indicano un raddoppio dei viaggiatori internazionali entro il 2030, l’Africa si conferma una meta sempre più apprezzata e diversificata. Alessandro Simonetti, titolare di African Explorer – World Explorer condivide la sua visione strategica per i prossimi anni, basata su dati concreti e una profonda conoscenza del territorio.
La crescita del turismo in Africa non è un fenomeno passeggero. Già nel periodo successivo alla pandemia, i numeri hanno mostrato un trend positivo, nonostante alcune destinazioni abbiano subito l’impatto di problemi sanitari come Ebola. Paesi come UgandaRuandaKenya e Tanzania hanno visto un calo temporaneo, ma l’Africa nel suo complesso ha mantenuto un appeal costante, attirando una clientela sempre più eterogenea.
La nuova linea di viaggio African Journey
Per rispondere a questa crescente domanda, African Explorer ha lanciato la nuova linea di viaggio African Journey. Questo progetto non è una semplice ridenominazione di offerte esistenti, ma un vero e proprio brand che rappresenta un approccio unico e caratterizzato al turismo esperienziale. Simonetti spiega: “Vogliamo affrancarci dalla tipologia di viaggio ‘deluxe’ nella quale il cliente richiede soluzioni alberghiere al top.
Quello di African Journey è un modello di viaggio esperienziale, di scoperta, sicuramente costoso in quanto si avvale di strutture piccole, inserite in contesti poco battuti, che talvolta possono richiedere spostamenti un po’ più lunghi sfruttando le jeep o piccoli aerei.”
Questo nuovo modello di viaggio offre un’esperienza autentica e immersiva, lontana dai circuiti turistici tradizionali.
Le strutture utilizzate sono spesso piccole e situate in contesti naturali o culturali di grande valore, offrendo ai viaggiatori un’opportunità unica di scoperta e connessione con il territorio.
Le sfide del 2026 e le prospettive future
Il 2026 si preannuncia come un anno complesso per il settore turistico, con una serie di fattori esogeni che stanno influenzando le prenotazioni. Simonetti parla di un mercato emotivo, come quello italiano, che si spaventa facilmente ma che altrettanto rapidamente si riprende. Tuttavia, la comunicazione errata e la speculazione sui costi del carburante stanno creando un clima di incertezza, rendendo il 2026 un anno di stagnazione.
Nonostante queste difficoltà, Simonetti rimane ottimista. “La voglia di viaggiare c’è e la mia Africa ha tutte le carte in regola per superare anche questa fase di difficoltà”, afferma con convinzione. Le agenzie stanno già mostrando interesse per i nuovi progetti, e la ripresa del turismo in Africa sembra essere solo una questione di tempo.
Per il futuro, Simonetti preferisce procedere con cautela, “fare un passo alla volta”, concentrandosi innanzitutto sull’Africa, che ha mostrato segnali di ripresa nelle ultime settimane. La strategia è quella di consolidare l’offerta attuale prima di espandersi ad altre destinazioni, garantendo sempre un’esperienza di viaggio unica e di alta qualità.
