Villa Rufolo di Ravello: origine e bellezze della storica tenuta

La storia e le bellezze da scoprire all'interno della storica villa Rufolo di Ravello, in provincia di Salerno, un gioiello della Campania.

Tra i gioielli della Campania da visitare, la Villa Rufolo di Ravello è una delle più incredibili e romantiche da non perdere. Con i suoi splendidi giardini, la villa racconta una storia interessante che parte dal XIII secolo.

Villa Rufolo di Ravello

L’incantevole complesso monumentale nel salernitano rappresenta un esempio importante dello stile arabo-normanno, rappresentato principalmente dal Chiostro.

Gli elementi medioevali della Torre di ingresso rendono la villa suggestiva e meta imperdibile per turisti e viaggiatori. Al suo interno, la Torre custodisce quattro statue simboleggianti La Carità e l’Ospitalità e la volta a botte della Cappella nell’edificio principale. Dall’esterno è visibile la Torre Maggiore, alta circa 30 metri, che per secoli ha rappresentato la testimonianza della potenza economica e sociale della famiglia Rufolo.

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In più, dal 2017, grazie ad un imponente intervento di restauro e valorizzazione, ospita il Museo verticale di Villa Rufolo. I visitatori attraverso una ascesa di circa 100 gradini possono accedere ad uno dei Belvedere più suggestivi sul centro storico di Ravello e sulla Costiera Amalfitana.

Villa Rufolo

Storia

La potente e ricca famiglia dei Rufolo ha rappresentato per oltre due secoli il simbolo della potenza economica e politica della Ravello medievale. All’inizio del periodo aureo della loro famiglia essi costruirono la “casa”, rappresentativa del loro status sociale, che doveva essere grandiosa, principesca e ricca.

Fondendo le tipologie architettoniche e decorative arabe e bizantine con elementi della cultura locale, essi trovarono il linguaggio adatto ad esprimere la loro potenza.

Durante il periodo più fervido si pensa che il Boccaccio abbia conosciuto direttamente i Rufolo e abbia soggiornato presso la loro dimora. Da questo, infatti, pare che abbia preso ispirazione per una novella del Decamerone, che ha come protagonista Landolfo Rufolo.

La vita nella Ravello medievale segue il declino di quella della costa legata alla decadenza della Repubblica Amalfitana, e la famiglia Rufolo, caduta in rovina, fu costretta a smembrare le proprietà.

La villa passò per diritto di successione ai Confalone e ai Muscettola e successivamente ai D’Afflitto di Scala nel XVIII secolo.

A metà dell’Ottocento il palazzo si presentava come rovina e solo in parte conservava l’aspetto originario. Tuttavia, un Lord scozzese, Sir Francis Nevile Reid, decise nonostante l’inagibilità della dimora, di acquistarla. Il nuovo proprietario si impegnò nel restaurare l’edificio e risistemò le terrazze a giardino, realizzando il capolavoro che fece esclamare a Wagner: “Il magico giardino di Klingsor è trovato”.

Visita

La villa è aperta al pubblico dal lunedì alla domenica orario continuato dalle 9 alle 20, mentre l’ultimo ingresso è alle 19:30.

Il biglietto è di 6 euro a persona, ridotto a 5 per bambini dai 5 ai 12 anni e per gli over 65.

Scritto da Ilenia Albanese
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