Isola di Levita in Grecia: cosa vedere e cosa fare

I luoghi più belli da non perdere dell'Isola di Levita, in Grecia, nel Dodecaneso.

L’isola di Levita in Grecia è un luogo rurale ma ricco di meraviglie, immerso nella natura e circondato dal mar Egeo. Sono tante, qui, le esperienze da fare, e i luoghi da non perdere per godersi una vacanza indimenticabile.

Isola di Levita in Grecia

Lèvita, in greco Levitha – Λέβιθα, è una piccola isola del Dodecaneso situata nella parte orientale del Mar Egeo, tra Coo e Paro.

Dal punto di vista amministrativo fa parte della municipalità di Lero. Si tratta di una piccola isoletta, con una superficie totale di circa 9,1 chilometri quadrati, con uno sviluppo costiero di 34 chilometri.

Un isola che, non solo è molto piccola, ma anche poco popolata. Infatti, secondo il censimento del 2001, sull’isola risiedono solamente 8 persone.

Nonostante sia poco conosciuta a livello turistico, Levita ha una storia importante.

Nell’antichità, infatti, l’isola, nota come Lebynthos, Λέβινθος in greco, viene menzionata in due opere di Ovidio, Le Metamorfosi e Ars Amatoria, in relazione alle vicende di Dedalo e Icaro. Si narra, inoltre, che mentre scappavano da Creta, Dedalo e Icaro volarono proprio al di sopra di Lebynthos.

Ma conosciamo meglio questa splendida isola immersa nella natura.

Levitha

Tutte le informazioni

Tra Amorgos e Kalimos, distante circa 20 miglia da ognuna, vi è un’isoletta pietrosa, con meno di dieci abitanti, decine di capre e pecore e una baia protetta dai venti. L’isoletta è situata al centro del “canale” tra le isole Cicladi e del Dodecanneso.

L’isoletta di Levita, o Levitha, si può raggiungere solo via mare e con barche private. Non vi sono, infatti, traghetti che portano fino all’isola.

In una baia riparata da tutti i venti ci sono gavitelli a cui legarsi. Un’isoletta incredibilmente pietrosa, con una baia molto protetta.

Sull’isola ci vive una sola famiglia di pastori-agricoltori-pescatori. Questi gestiscono una piccola taverna semplice e autentica dove si possono gustare piatti preparati con ingredienti a metro zero. Il menu proposto dalla famiglia è, in genere, a base di pecora o capra del posto, oppure a base di pesce.

Sull’isola, inoltre, si possono ammirare anche dei resti di fortezze antiche, ma non solo. Qui si trovano anche tracce della presenza italiana sull’isola, risalenti tra il 1911 e il 1943. Si aprirà, poi, davanti ai vostri occhi, un solo grande campo, di cipolle, fra i sassi onnipresenti.

A caratterizzare la selvaggia isoletta del Dodecanneso ci sono anche recinti di muri a secco, con fichi d’India, fichi e ulivi. Si tratta di un’isola remota e selvaggia, ma che regala panorami sensazionali e che rimette a contatto con la natura.

Scritto da Ilenia Albanese

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