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Riserva statale di Qobustan: dov’è e perché è imperdibile

riserva statale di qobustan

Le curiosità e le informazioni per visitare la spettacolare Riserva statale di Qobustan.

Scopri tutte le curiosità e le meraviglie custodite nella Riserva statale di Qobustan, un luogo quasi irreale ricco di meraviglie e particolarità.

Riserva statale di Qobustan

Questa famosa Riserva è un parco storico-naturalistico che si trova nell’omonima località azera, situata a circa 60 chilometri di distanza dalla capitale Baku, in Azerbaigian.

L’importanza di Qobustan è tale che, nel 2007, è stata inserita dall’UNESCO nella lista dei siti Patrimonio dell’Umanità, ricalcando la decisione “conservativa” fatta per la Città Vecchia di Baku.

Qobustan è, inoltre, un “paesaggio culturale”, nel quale si trovano diverse centinaia di vulcani di fango, delle conformazioni naturali che emettono argilla, sali e occasionalmente gas, in un modo molto simile a quello dei tradizionali vulcani eruttivi. I prodotti emessi da questi “vulcani” sono spesso associati a proprietà benefiche e curative.

vulcani di fango azerbaijan

Vulcani di fango

Si stima che siano circa 300 dei 700, i vulcani di fango del pianeta che si trovano in Azerbaigian e nel Mar Caspio. Molti di essi si trovano proprio all’interno dei confini della riserva statale e sono diventati un’attrazione turistica.

Tuttavia, nel 2001 uno di questi vulcani iniziò un’attività eruttiva con fiamme alte fino a 15 metri.

Un luogo che sembra irreale, ma che rilascia sostanze benefiche soprattutto per la pelle.

Dintorini

Poco lontano alla zona dei vulcani, si trovano pareti e grotte nelle quali sono numerose le iscrizioni e i dipinti di arte rupestre che risalgono fino a 20.000 anni fa. Questi importanti reperti parlano della storia antropologica dei popoli del Caucaso e, in misura più ampia, della possibile provenienza dei Vichinghi.

Questi tesori archeologici che si trovano nella regione, sono di notevole importanza, e contano circa 600.000 rappresentazioni di uomini primitivi, animali, battaglie, danze rituali, imbarcazioni, carovane di cammelli, soggetti astronomici.

Inoltre, l’antropologo norvegese Thor Heyerdahl si recò più volte in questa regione, alla ricerca delle origini del popolo vichingo.

Questi reperti si trovano in un antico rifugio roccioso dove erano soliti sostare i pastori nomadi che lavoravano nella zona. E grazie a questa scoperta, fatta da Walter Crist dell’American Museum of Natural History, è stato ritrovato uno dei più antichi giochi da tavola del mondo.

Le incisioni ritrovate sarebbero i segni di «58 buche», un antenato del backgammon diffuso in tutto il Medio Oriente antico, tra cui l’Egitto, la Mesopotamia e l’Anatolia. Questo è anche conosciuto come Hounds and Jackals, segugi e sciacalli. L’archeologo Howard Carter ha trovato l’antico gioco anche nella tomba di Amenemhat IV, morto nel 1806 avanti Cristo. Ma in base ai primi rilievi, la versione dell’Azerbaigian potrebbe essere anche più antica del set del faraone egiziano.

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