Anello del Friuli-Venezia Giulia: itinerario e luoghi

Tutte le informazioni sul percorso ad anello del Friuli-Venezia Giulia tra le Dolomiti Friulane.

Per ammirare le bellezze delle Dolomiti Friulane, un’escursione imperdibile è l’anello del Friuli-Venezia Giulia. Un’esperienza indimenticabile tra le vette più importanti della regione.

Anello del Friuli-Venezia Giulia

Un’escursione di quattro giorni indimenticabili che permetterà di ammirare le straordinarie vette delle Dolomiti Friulane da spettacolari punti panoramici.

Un itinerario circolare e ad alta quota tra guglie vertiginose, stretti sentieri e valli assolate. Questa è l’interessante proposta dei gestori di quattro rifugi, tre friulani e uno veneto, che nel 2011 hanno unito forze e risorse per promuovere la parte meno nota del complesso dolomitico italiano: le Dolomiti Friulane.

Appartenenti alle Prealpi Carniche, le Dolomiti si sviluppano tra i fiumi Tagliamento e Piave e fanno parte del patrimonio Unesco dal 2009, oltre ad essere inserite nel territorio dell’omonimo Parco naturale dal 1996.

Già famoso per gli amanti del trekking e dell’alpinismo, il percorso è stato presentato ufficialmente a giugno del 2014 con il nome di “Anello delle Dolomiti Friulane”. Scopriamo, quindi, i dettagli sull’itinerario.

Anello

Informazioni utili sul percorso

Poiché i rifugi sono aperti da maggio a giugno e tra settembre e ottobre, questi sono, di certo, i periodi ideali per intraprendere il percorso. L’anello si percorre in diversi giorni, a seconda dell’abilità personale e del numero delle soste.

In genere, l’itinerario si percorre in senso orario, in modo da evitare salite troppo ripide.

Il percorso, se suddiviso in quattro giorni, richiede circa 5/6 ore di cammino al dì.

Friuli

Itinerario dell’anello

Si parte dalla località Chiandarens, nel Comune di Forni di Sopra, e si raggiunge, dopo un’ora di cammino nel verde, un ripiano boschivo dove c’è il rifugio Giaf. Lungo il primo tratto dell’anello si incontra il Truoi dai sclops, noto anche come il “sentiero delle genziane”. Il percorso della giornata termina all’arrivo al rifugio Flaiban-Pacherini, dopo aver superato un dislivello di 1000 metri in circa 6 ore. I segnavia sono i n. 361, 369,362.

Il secondo giorno si può scegliere tra i sentieri n. 363, 366, 362, con tempi di percorrenza diversi. Il più breve è il 362 che in 4 ore circa e 500 metri di dislivello raggiunge il rifugio Pordenone.

Il terzo giorno si solca la val Monfalcon di Montanaia e si intraprende la parte più faticosa del percorso tra le guglie, tra cui il cosiddetto grido di pietra di 300 metri. Segue un tratto in discesa verso la val d’Arade fino al rifugio Padova. In 5 ore si percorre un dislivello di 1100 metri seguendo i segnavia n. 353, 342 e 346.

Infine, l’ultimo giorno si può scegliere tra due percorsi seguendo il segnavia n. 342 con dislivelli di 1100 metri o di 700, camminando dalle 3 alle 6 ore, fino a tornare al rifugio Giaf, punto di partenza e di arrivo di questo circuito dolomitico.

Scritto da Ilenia Albanese
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